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ArciReport

16/02/2010 22:14
di admin

L’umanità smarrita nel deserto dei diritti

A Rosarno si è scritta una pagina orrenda della storia italiana. Braccianti immigrati trattati come schiavi, spogliati di ogni diritto e della dignità di esseri umani, costretti a vivere in fatiscenti ricoveri di fortuna, sottoposti ad arbitri e vessazioni. E poi la disperata ribellione, le tensioni, la rappresaglia, la caccia all’immigrato con spranghe e fucili, fomentata dalle cosche che controllano il territorio. Episodi che evocano i disordini razziali di un’America d’altri tempi. Una tragedia annunciata, in territori ad altissima densità di immigrazione, devastati dalla miseria e saccheggiati dalla malavita, trasformati in deserti dei diritti dalla latitanza delle istituzioni.
Servono a poco gli appelli a fermare la violenza e le lacrime compassionevoli per le vittime dello sfruttamento. Preoccupa l’indifferenza di un Paese che pare incapace di ribellarsi a tanta illegalità. è vergognosa l’ipocrisia di chi ha finto di non sapere che tanta nostra agricoltura si regge ancora sul caporalato e sul lavoro nero. Ci indigna il cinismo di un Governo che non sa fare altro che puntare il dito contro le vittime invocando più repressione nei loro confronti.
Rosarno dimostra quale miscela esplosiva possa prodursi quando il razzismo istituzionale della ‘tolleranza zero’ si salda con l’esasperazione di popolazioni abbandonate dallo Stato e in balia dei poteri criminali. Svela il fallimento di una politica sull’immigrazione che impedisce gli ingressi regolari e produce clandestini da offrire all’economia illegale. Mette a nudo la crisi culturale di un Paese che smarrisce i valori dell’umanità e del vivere comune, la capacità di dar senso a parole come solidarietà e uguaglianza.
Ora tutti sappiamo e non possiamo far finta di niente. Anche il Governo dovrebbe capire che non è più il tempo della propaganda, che urge l’impegno comune di istituzioni e organizzazioni sociali per ricostruire le basi dell’integrazione e della convivenza, combattere lo sfruttamento e l’illegalità, risvegliare la coscienza civile del Paese e una politica capace di risposte adeguate alla gravità dei problemi.

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