L’Arci e l’Ucca – Unione dei Circoli del Cinema Arci – manifestano tutta la propria solidarietà ai lavoratori che hanno occupato gli studi di Cinecittà, in difesa non solo del posto di lavoro ma del ruolo che Cinecittà – uno dei simboli della cultura italiana nel mondo – ha sempre svolto per il cinema italiano e quello mondiale.
I lavoratori stanno conducendo una dura opposizione che è culminata con l’occupazione degli studios da parte di alcune delle maestranze della storica sede del cinema romano; inoltre alcune di loro hanno intrapreso lo sciopero della fame a oltranza per chiedere il ritiro del piano di dismissione presentato dalla holding. Piano che – stando a quanto sostengono i sindacati – aprirebbe la strada alla speculazione edilizia, e che prevede numerose esternalizzazioni comportando il taglio di tanti posti di lavoro e la perdita di maestranze qualificate, con un grave danno per l’industria cinematografica italiana.
L’Arci e l’Ucca fanno appello al governo affinché intervenga per trovare soluzioni compatibili con la storia e la tradizione di uno dei più importanti luoghi di memoria e di produzione culturale del Paese.
L’Arci e l’Ucca chiedono che il ministro Ornaghi intervenga immediatamente in difesa della cultura italiana, una delle risorse più importanti per la crescita economica e sociale di questo paese, per la stessa democrazia.
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“Basta con l’orrore degli OPG vero e proprio lager di stato. La sofferenza psichica è una malattia e come tale deve essere trattata.
Un ringraziamento ed un sostegno alla Commissione del Senato, presieduta da Ignazio Marino, che ha consentito di rendere pubblico e visibile questo scempio dei diritti fondamentali e della dignità dell’uomo.”
Marco Solimano