L’obiettivo di questi progetti è di consentire ai detenuti di conoscere le potenzialità comunicative ed espressive del proprio corpo, in un epoca dove questo strumento è usato più per apparire che per essere, per cercare di conoscere meglio se stessi e gli altri.
Collegare questo percorso di conoscenza ad un linguaggio creativo e terapeutico come il teatro, significa innescare meccanismi e stimoli utili ad una riflessione su se stessi, ottenendo una crescita armonica della personalità.
Lavorare molto sull’espressività corporea all’interno del carcere è fondamentale per riuscire a non perdere contatto con il proprio corpo, il fatto di poterlo utilizzare come mezzo di comunicazione e di espressione artistica è uno stimolo a non lasciarsi andare.
Dal 1996 ad oggi sono stati realizzati numerosi spettacoli teatrali all’interno del carcere che hanno ottenuto particolari riconoscimenti per la qualità lavoro svolto; descriviamo di seguito i principali .
2004- “Il Qoelet”. Un allestimento teatrale di un brano della Bibbia, liberamente rielaborato dall’Onorevole Luciano Violante il quale ha consentito di poterlo riadattare.
Il lavoro si è svolto per circa un anno ed ha visto il coinvolgimento di 5 detenuti e 5 detenute che, per la prima volta, hanno avuto la possibilità di uscire all’esterno con i debiti permessi delle autorità giudiziarie competenti. Lo spettacolo è stato presentato il 5 aprile 2004 presso il teatro Agip Petroli di Livorno, alla presenza dell’autore. Il progetto è stato sostenuto da Comune di Livorno, Istituto Mascagni di Livorno e Teatro Metastasio Stabile della Toscana. Lo spettacolo è stato replicato nei giorni 4 e 5 luglio 2004 presso il Teatro Anfitrione di Roma.
2005- “Nel cerchio” . Il giorno 4 agosto è stato realizzato il debutto del laboratorio di teatro della Casa Circondariale “Le Sughere” all’interno della manifestazione “Effetto Venezia” di Livorno con la presenza di 12 attori del circondariale. “Nel cerchio” è una “favola nera”, ambientata nel cinquecento, tratta dal racconto “Michele Kolhas” (1810) di H. Von Kleist e dalla rielaborazione fattane negli anni novanta da Marco Baliani e Remo Rostagno.,Lo spettacolo ha riscosso un notevole successo mediatico ma anche di pubblico con circa 400 le persone presenti allo spettacolo.
Nel mese di novembre sono state effettuate tre repliche dello spettacolo “nel Cerchio”, nello specifico:
1 novembre 2005 c/o Casa Circondariale di Livorno
16 il 17 novembre 2005 c/o Pisa CinemaTeatroLux di Pisa
29 novembre 2005 c/o il Teatro La Goldonetta di Livorno
2006 – “Mangiatori di uomini”. Una messa in scena liberamente tratta da “I cannibali”, un testo scritto dal drammaturgo ungherese George Tabori nel 1969. L’autore prende spunto da una sua vicenda personale, la deportazione e la morte in un campo di concentramento del padre nel periodo della seconda guerra mondiale, per sviluppare una trama basata su un fatto realmente accaduto: la vicenda di un gruppo di prigionieri che, stremati dalla fame, decidono di cucinare i resti di un compagno morto per mangiarlo. Il periodo estivo ha visto la realizzazione di 4 repliche dello spettacolo, nello specifico:
11 luglio c/o Meeting Antirazzista a Cecina
13 luglio c/o Armunia Festival Costa degli Etruschi – Castiglioncello (LI)
7-8 agosto c/o Effetto Venezia – Livorno
2007 – “Faida”. Un testo liberamente tratto, insieme ai partecipanti, da “Romeo e Giulietta” di W. Shakespeare.
Il debutto dello spettacolo, è avvenuto il 25 maggio 2007 presso il teatro La Goldonetta di Livorno, nell’ambito di un percorso determinato dalla ratificazione di un protocollo di intesa tra Arci Solidarietà, Casa Circondariale e Fondazione Teatro Goldoni, finalizzato da una parte alla valorizzazione da parte della Fondazione delle attività di laboratorio e allestimento di spettacoli realizzate da Arci Solidarietà all’interno del carcere, dall’altra alla ospitalità di spettacoli promossi dalla Fondazione all’interno della Casa Circondariale.
Lo spettacolo è stato poi replicato, all’interno della manifestazione cittadina “Effetto Venezia” dove ha ottenuto, nella serata dell’8 agosto , il palco centrale della manifestazione ed un grande successo di pubblico.
“Basta con l’orrore degli OPG vero e proprio lager di stato. La sofferenza psichica è una malattia e come tale deve essere trattata.
Un ringraziamento ed un sostegno alla Commissione del Senato, presieduta da Ignazio Marino, che ha consentito di rendere pubblico e visibile questo scempio dei diritti fondamentali e della dignità dell’uomo.”
Marco Solimano