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Responsabile Paola Licheri

E-mail: licheri@arcilivorno.it

Si comunica che è aperto il tesseramento Arci 2015.

Si informa che l’ufficio tesseramento dell’Arci Comitato Territoriale di Livorno in Via S.Omobono 1b (5°piano) è aperto il lunedì ed il venerdì dalle ore 15,30 alle 18,00 e dal martedì al giovedì dalle 9,30 alle 12,30.

Si può aderire all’ARCI richiedendo la Tessera Ordinaria presso il Comitato Territoriale o in uno qualsiasi dei nostri circoli situati nei comuni di Livorno, Collesalvetti, Fauglia, Orciano Pisano e Capraia.

La tessera ha validità annuale, dal 1 gennaio al 31 dicembre.

La tessera da diritto a partecipare alle attività dei circoli e delle strutture dell’associazione.

Da diritto al socio di partecipare ad ogni momento della vita democratica dell’associazione.
La tessera da diritto di accedere ai servizi forniti dal circolo, dall’associazione a livello locale e a livello nazionale, dalle organizzazioni federate alla confederazione Arci.
Per conoscere i servizi associativi potrai metterti in contatto direttamente con le strutture locali.
Il costo della tessera varia a seconda dei servizi offerti dal circolo e dalla struttura locale dell’Arci.
Ogni anno l’associazione caratterizza i suoi materiali del tesseramento con una immagine grafica diversa che riassume gli obiettivi che tutta l’Arci si pone per l’anno di riferimento.

Tessera Dirigenti

È la tessera che viene rilasciata ai soci dirigenti di Circolo, Comitato Territoriale, Regionale e Sede Nazionale.
Oltre ai servizi della Tessera Ordinaria, offre importanti coperture assicurative UNIPOL (responsabilità civile, tutela giudiziaria, infortuni, etc.) legate al lavoro degli operatori associativi che svolgono funzioni di direzione e coordinamento.
La tessera Dirigenti è rilasciata dai Comitati Provinciali e Regionali e dalla Sede Nazionale.

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Di Ornella Pucci coordinatrice nazionale Arci Politiche di genere

Quest’anno l’8 marzo coincide con i 70 anni della conquista in Italia del voto alle donne. Le recenti immagini dei visi gioiosi delle donne iraniane del primo suffragio al quale hanno partecipato credo ci abbiano ricordato come pratiche per noi scontate e diritti che dovrebbero essere universali, non lo sono affatto in gran parte del mondo. Vale la pena quindi approfittare di questo 8 marzo e viverlo come una occasione gioiosa per parlare dei nostri diritti, ricordando anche che 70 anni sono pochi e che in realtà in Italia il tempo in cui le donne non avevano diritto di voto è un tempo recente, anzi recentissimo. In Italia una donna che ha più di 70 anni è nata senza diritto di voto. È opportuno storicizzare per valorizzare il presente ma soprattutto per porre le condizioni di migliorare il futuro. Il 2 Febbraio 1945 in Italia entrò in vigore il suffragio universale esteso anche alle donne,un anno dopo, il 10 marzo 1946 votarono per la prima volta. A partire dal 1943 le donne assunsero un ruolo importante nella Resistenza italiana e quindi col procedere della liberazione entrava nel dibattito politico la questione del riconoscimento di pari diritti alla donna. Se ne fecero promotori Alcide De Gasperi (DC) e Palmiro Togliatti (PCI), nacque l’UDI (Unione donne Italiane) orientata a sinistra e il CIF (Centro Italiano Femminile) di posizioni cattoliche, entrambe queste associazioni promossero un opuscolo dal titolo Le donne Italiane hanno diritto di voto, scritto da Laura Lombardo Radice. Finalmente il 31 gennaio 1945 con il paese diviso e il nord ancora occupato dai tedeschi, il consiglio dei ministri presieduto da Bonomi emanò il decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne italiane, che entrò in vigore il 2/2/1945, mancava però il diritto di essere candidate e quindi l’equiparazione agli uomini. Le donne italiane dovettero aspettare un altro anno perché questo diritto venisse loro riconosciuto. Finalmente lo ottennero con un altro decreto del 10 Marzo 1946 che coincise con le elezioni amministrative, prima chiamata al voto del popolo femminile, nella quale un discreto numero di donne fu eletto nei consigli comunali. Successivamente parteciparono al voto dell’assemblea costituente (2 Giugno 1946) nella quale sedettero le prime parlamentari 9 DC, 9 PCI, 2 PSIUP e una dell’Uomo qualunque. Quindi il suffragio femminile è in Italia una conquista recente se si considera che i primi movimenti nacquero in Francia nel 1700. In Inghilterra dove nacque il movimento delle suffragette si arriva al suffragio femminile nel 1928, ma la prima nel mondo fu la nuova Zelanda nel 1893. Una conquista recente e difficile come difficile è stata la sua implementazione, basti pensare alla presenza delle donne nelle istituzioni, a tutt’oggi dal Quirinale in giù, passando per il Parlamento, i Ministeri, regioni e comuni i ruoli elettivi e di nomina in rosa sono inferiori al 20 %. Come ogni anno la materia da discutere e mettere a fuoco per le lotte future non ci manca. Buon 8 Marzo a tutte e a tutti.