Il 21 Marzo a Bologna scende in piazza con Libera la parte buona della società

Di Davide Vecchiato coordinatore commissione nazionale Arci Antimafia sociale e legalità democratica

In questi giorni, come sta succedendo ormai periodicamente, attraverso un effetto domino delle inchieste giudiziarie, c’è «un’emergenza collettiva etica» in Italia legata alle inchieste di corruzione. L’emergenza è data dal dilagare delle inchieste sul malaffare che vede purtroppo non solo le vittime degli omicidi di mafia, ma anche la nostra società italiana tradita e colpita da gruppi organizzati di politici, funzionari e imprenditori corrotti e corruttori. L’altro effetto dell’emergenza è dato dal rischio di innescare una sfiducia collettiva nelle persone e nelle classi dirigenti che ci governano, a prescindere, mettendo a rischio la democrazia costituzionale. La politica deve avere al centro dell’agenda l’obiettivo e un sistema di reazione chiara e al passo con i tempi, per la salvaguardia del sistema democratico.
Rimane chiaro che il punto chiave generale sta nel sistema dell’erogazione degli appalti. Se la questione morale è la priorità ed è
il centro del problema politico italiano, allo stesso tempo ognuno di noi, anche
attraverso i corpi intermedi, come l’Arci ha un obbligo morale e prioritario di diffusione della cultura della legalità tra i cittadini.
Non dimentichiamo che l’Arci è impegnata da diversi anni nella cultura della lotta alla mafia e nella promozione della legalità, anche in quei territori storicamente e duramente colpiti da questi fenomeni. Non ultimo la firma del protocollo nazionale d’intesa con le forze sindacali come Cgil, Spi-Cgil e Flai-Cgil per la condivisione dei campi antimafia e della legalità Arci 2015; e la stessa Carovana
antimafie che, insieme a Libera, Avviso pubblico, Ligue de l’Einsegnement, Cgil, Cisl e Uil, con il tema della tratta degli esseri umani e lo sfruttamento del lavoro dei migranti, ha percorso migliaia di chilometri per raccontare e per innescare quei valori positivi di lotta per una giustizia sociale diffusa anche in Europa. Pertanto, il 21 marzo scenderemo inpiazza assieme alla parte buona della società con tutte le associazioni che compongono Libera in occasione della Giornata della memoria e dell’impegnodove il titolo dell’edizione di questo
anno è La verità illumina la giustizia in concomitanza con i vent’anni di Libera. Questa giornata ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie. Oltre 900 nomi di cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere. Oltre alle vittime innocenti delle mafie, quest’anno verranno ricor date, in accordo con le associazioni dei famigliari, le vittime della strage del 2 agosto della Stazione di Bologna e le vittime della strage di Ustica, per le quali ricorre il 35esimo anniversario.
Siamo convinti che la vera alleanza democratica sta in chi si impegna a cambiare i comportamenti corrotti e malavitosi, ma anche in chi agisce per la salvaguardia del bene comune. La verità è di chi predica bene, agisce con responsabilità per gli altri e mette ogni
giorno la propria faccia per cambiare ed avere una giustizia sociale diffusa. Questa è la vera battaglia dell’alleanza
sociale dell’Arci, che «illuminerà questa notte scura, e qualcuno di noi, nel suo piccolo, è come quei ‘lampadieri’ che, camminando innanzi, tengono la pertica rivolta all’indietro, appoggiata sulla spalla, con il lume in cima. Così il ‘lampadiere’ vede poco davanti a sé,
ma consente ai viaggiatori di camminare più sicuri. Qualcuno ci prova. Non per eroismo o per narcisismo, ma per sentirsi dalla parte buona della vita.

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