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ArciReport Sociale

30/03/2015 12:30
di Paoli

A Cosenza la rassegna sulla comunicazione ‘Segnali dalla Caverna’

Di Silvio Cilento, Arci Cosenza.

L’Associazione Arci Aprile, Cavern Club, ha presentato Segnali dalla Caverna, una serie di eventi che si realizzeranno da febbraio a giugno 2015, dedicati al tema della comunicazione.

Il circolo ha intenzione di trovare assieme ai propri soci le forme di comunicazione più efficaci «che possano aiutare a rompere le catene dell’opinione per arrivare a conoscere e condividere la verità», proprio come viene descritto nel mito Platonico della caverna. Attraverso la musica, la letteratura, la scultura, il cinema, i libri e tutte le arti, ricche di storie di uomini che, sfidando l’ostilità dei contemporanei, si sono liberati dalle catene.

Partendo da Platone con il mito della caverna per arrivare a Giancarlo Livraghi, scrittore italiano, ma anche pubblicitario e bibliografo, con Il paradosso dell’abbondanza, Arci Aprile ha scelto dodici forme di comunicazione che esaminerà di serata in serata attraverso l’arte e la musica. Dal cinema alla radio, dai giornali a internet passando per  la musica, la scrittura, i libri, il linguaggio del corpo e dei fiori e arrivando persino alla cellulite.

Diversi i musicisti che sono stati coinvolti in questo percorso, diversi i tributi e gli elogi: il 21 marzo, nella Giornata della poesia, si è ricordata la poetica musical-cinematografica della grande Monica Vitti, mentre ad aprile si canterà Gabriella Ferri.

Diverse le realtà associative cosentine che sono state coinvolte in questo percorso, da Coessenza, una casa editrice che si fonda sui principi di condivisione della conoscenza, beni comuni, reciproco ascolto e antirazzismo, ai Ladri di Luce, una delle più rinomate associazioni fotografiche di Cosenza. E poi ancora scrittori, pittori, poeti, scultori, artigiani e fotografi, in un calendario davvero ricco  e colorato.

La rassegna Segnali dalla Caverna porta con se ha anche un concorso letterario, il primo promosso dal circolo Aprile, anch’esso interamente dedicato alla comunicazione. Due le categorie a cui partecipare: romanzi inediti e poesie.

Il bando è sul sito dell’associazione

www.cavernclub.it e sulla pagina facebook CavernClub – Arci Aprile.

È ricchissima l’attività dei circoli Arci sul territorio cosentino: sotto la guida attenta del nuovo direttivo Arci Cosenza nascono anche nuovi circoli.

L’ultimo neonato in Longobardi (Cs) è LongoTherapy, circolo di un gruppo di giovani che, con entusiasmo e dinamicità, attraverso miscele di architettura, pittura, scultura, poesia, musica, teatro e cinema, hanno voglia di portare nuova vita nel loro territorio. Con la speranza e l’augurio che tutta questa bellezza possa continuare, crescere e ramificarsi.

 

ArciReport, 26 marzo 2015

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Di Ornella Pucci coordinatrice nazionale Arci Politiche di genere

Quest’anno l’8 marzo coincide con i 70 anni della conquista in Italia del voto alle donne. Le recenti immagini dei visi gioiosi delle donne iraniane del primo suffragio al quale hanno partecipato credo ci abbiano ricordato come pratiche per noi scontate e diritti che dovrebbero essere universali, non lo sono affatto in gran parte del mondo. Vale la pena quindi approfittare di questo 8 marzo e viverlo come una occasione gioiosa per parlare dei nostri diritti, ricordando anche che 70 anni sono pochi e che in realtà in Italia il tempo in cui le donne non avevano diritto di voto è un tempo recente, anzi recentissimo. In Italia una donna che ha più di 70 anni è nata senza diritto di voto. È opportuno storicizzare per valorizzare il presente ma soprattutto per porre le condizioni di migliorare il futuro. Il 2 Febbraio 1945 in Italia entrò in vigore il suffragio universale esteso anche alle donne,un anno dopo, il 10 marzo 1946 votarono per la prima volta. A partire dal 1943 le donne assunsero un ruolo importante nella Resistenza italiana e quindi col procedere della liberazione entrava nel dibattito politico la questione del riconoscimento di pari diritti alla donna. Se ne fecero promotori Alcide De Gasperi (DC) e Palmiro Togliatti (PCI), nacque l’UDI (Unione donne Italiane) orientata a sinistra e il CIF (Centro Italiano Femminile) di posizioni cattoliche, entrambe queste associazioni promossero un opuscolo dal titolo Le donne Italiane hanno diritto di voto, scritto da Laura Lombardo Radice. Finalmente il 31 gennaio 1945 con il paese diviso e il nord ancora occupato dai tedeschi, il consiglio dei ministri presieduto da Bonomi emanò il decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne italiane, che entrò in vigore il 2/2/1945, mancava però il diritto di essere candidate e quindi l’equiparazione agli uomini. Le donne italiane dovettero aspettare un altro anno perché questo diritto venisse loro riconosciuto. Finalmente lo ottennero con un altro decreto del 10 Marzo 1946 che coincise con le elezioni amministrative, prima chiamata al voto del popolo femminile, nella quale un discreto numero di donne fu eletto nei consigli comunali. Successivamente parteciparono al voto dell’assemblea costituente (2 Giugno 1946) nella quale sedettero le prime parlamentari 9 DC, 9 PCI, 2 PSIUP e una dell’Uomo qualunque. Quindi il suffragio femminile è in Italia una conquista recente se si considera che i primi movimenti nacquero in Francia nel 1700. In Inghilterra dove nacque il movimento delle suffragette si arriva al suffragio femminile nel 1928, ma la prima nel mondo fu la nuova Zelanda nel 1893. Una conquista recente e difficile come difficile è stata la sua implementazione, basti pensare alla presenza delle donne nelle istituzioni, a tutt’oggi dal Quirinale in giù, passando per il Parlamento, i Ministeri, regioni e comuni i ruoli elettivi e di nomina in rosa sono inferiori al 20 %. Come ogni anno la materia da discutere e mettere a fuoco per le lotte future non ci manca. Buon 8 Marzo a tutte e a tutti.