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ArciReport Cultura Progetti

07/04/2015 10:12
di Paoli

Le prime iniziative organizzate dai Circoli Arci

Sono già decine le città dove i comitati territoriali dell’Arci, in molti casi in collaborazione con le sezioni locali dell’Anpi, hanno in programma iniziative il 24 aprile in occasione di Liberi anche di cantare e ballare.

A Torino ci si ritroverà presso i circoli La Cadrega e No.à in cui ci sarà in contemporanea, l’inaugurazione del fondo di libri Enzo Lalli, partigiano scomparso nel 2010 e animatore della vita politica della città sabauda dal dopoguerra in poi. Del suo immenso lascito, una parte è stata donata alle Biblioteche Civiche Torinesi, mentre la collezione di testi legata al grande e vasto tema della storia politica del Marxismo è stato donato all’Arci Torino. Al termine dell’inaugurazione si attenderà insieme lo scoccare della mezzanotte per salutare la Liberazione cantando e ballando.A Pescara l’appuntamento è al circolo QUBE, dove si celebrerà la vigilia del 25 aprile con l’esibizione de Il Muro del Canto e Sonny Vincent.Al circolo La Lo.Co di Osnago (Lecco) la serata è affidata alle note del gruppo progressive rock Was At e a mezzanotte i soci daranno inizio alla lunga notte di festeggiamenti per il Settantesimo anniversario della Liberazione.

Grande festa in piazza a Palermo. L’iniziativa partirà in piazza Bellini alle 19 con la deposizione della lapide in ricordo dei tanti che 70 anni fa persero la vita per garantire la libertà di tutti, e proseguirà con Liberi di Ballare, serata di balli in piazza sulle note delle musiche di resistenza eseguite dalle Orchestre dell’associazione Arci Tavola Tonda.A Roma sarà il quartiere Pigneto l’epicentro dei festeggiamenti che vedrà canti e balli fino a tarda sera nei circoli della zona, mentre a Reggio Emilia djsets e musica resistente accompagneranno la grande vigilia della Liberazione ai circoli Fuori Orario, Tunnel e Blu J. Ma non finisce qui: in tante altre città i comitati e i circoli Arci si stanno muovendo per rendere il 24 aprile un vero e proprio evento che unisce l’Italia dal Nord al Sud.Nei prossimi giorni verranno infatti annunciate iniziative a Napoli, Firenze, Siena, Bari, Bologna, Trieste, Verbania, Novara e in tantissime altre piccole e grandi città.

Gli aggiornamenti e il programma completo su http://www.arci.it/  e www.liberidicantareballare.it.

Chi vuole aderire all’iniziativa e segnalare gli eventi in programma nella propria città può scrivere all’indirizzo email castagnini@arci.it

ArciReport, 2 aprile 2015

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Di Ornella Pucci coordinatrice nazionale Arci Politiche di genere

Quest’anno l’8 marzo coincide con i 70 anni della conquista in Italia del voto alle donne. Le recenti immagini dei visi gioiosi delle donne iraniane del primo suffragio al quale hanno partecipato credo ci abbiano ricordato come pratiche per noi scontate e diritti che dovrebbero essere universali, non lo sono affatto in gran parte del mondo. Vale la pena quindi approfittare di questo 8 marzo e viverlo come una occasione gioiosa per parlare dei nostri diritti, ricordando anche che 70 anni sono pochi e che in realtà in Italia il tempo in cui le donne non avevano diritto di voto è un tempo recente, anzi recentissimo. In Italia una donna che ha più di 70 anni è nata senza diritto di voto. È opportuno storicizzare per valorizzare il presente ma soprattutto per porre le condizioni di migliorare il futuro. Il 2 Febbraio 1945 in Italia entrò in vigore il suffragio universale esteso anche alle donne,un anno dopo, il 10 marzo 1946 votarono per la prima volta. A partire dal 1943 le donne assunsero un ruolo importante nella Resistenza italiana e quindi col procedere della liberazione entrava nel dibattito politico la questione del riconoscimento di pari diritti alla donna. Se ne fecero promotori Alcide De Gasperi (DC) e Palmiro Togliatti (PCI), nacque l’UDI (Unione donne Italiane) orientata a sinistra e il CIF (Centro Italiano Femminile) di posizioni cattoliche, entrambe queste associazioni promossero un opuscolo dal titolo Le donne Italiane hanno diritto di voto, scritto da Laura Lombardo Radice. Finalmente il 31 gennaio 1945 con il paese diviso e il nord ancora occupato dai tedeschi, il consiglio dei ministri presieduto da Bonomi emanò il decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne italiane, che entrò in vigore il 2/2/1945, mancava però il diritto di essere candidate e quindi l’equiparazione agli uomini. Le donne italiane dovettero aspettare un altro anno perché questo diritto venisse loro riconosciuto. Finalmente lo ottennero con un altro decreto del 10 Marzo 1946 che coincise con le elezioni amministrative, prima chiamata al voto del popolo femminile, nella quale un discreto numero di donne fu eletto nei consigli comunali. Successivamente parteciparono al voto dell’assemblea costituente (2 Giugno 1946) nella quale sedettero le prime parlamentari 9 DC, 9 PCI, 2 PSIUP e una dell’Uomo qualunque. Quindi il suffragio femminile è in Italia una conquista recente se si considera che i primi movimenti nacquero in Francia nel 1700. In Inghilterra dove nacque il movimento delle suffragette si arriva al suffragio femminile nel 1928, ma la prima nel mondo fu la nuova Zelanda nel 1893. Una conquista recente e difficile come difficile è stata la sua implementazione, basti pensare alla presenza delle donne nelle istituzioni, a tutt’oggi dal Quirinale in giù, passando per il Parlamento, i Ministeri, regioni e comuni i ruoli elettivi e di nomina in rosa sono inferiori al 20 %. Come ogni anno la materia da discutere e mettere a fuoco per le lotte future non ci manca. Buon 8 Marzo a tutte e a tutti.