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ArciReport Cultura Progetti

13/04/2015 11:13
di Paoli

In bassa Sabina arriva ‘Resist’, il Festival dedicato alla Resistenza

Il Teatro delle Condizioni Avverse, in collaborazione con Arci nazionale, Libera, Arci Rieti, Arci Poggio Mirteto, Anpi Rieti e i Comuni di Montopoli, Poggio Mirteto e Poggio Catino, promuove Resist , una serie di appuntamenti dedicati alla Resistenza.
Con questo Festival, si vogliono mettere insieme gli eventi e i luoghi che più di tutti simboleggiano la lotta delle genti sabine contro il nazifascismo e quello che sembra divenire il nuovo occupante: la mafia imprenditoriale che oggi più che mai volge il suo sguardo speculativo verso un territorio ancora intatto naturalisticamente che, per la sua vicinanza con Roma, è divenuto assai appetibile per speculatori e ‘palazzinari’.
Gli eventi avranno inizio il 7 aprile e proseguiranno fino al 6 giugno. Tra questi, due sono gli appuntamenti in programma il 25 aprile: il primo inizierà alle 11.30, quando sarà inaugurata la nuova sede del comitato Arci di Rieti in via Cintia 73. In questa occasione sarà proiettato Osterei. Operazione Uovo di Pasqua , un video documentario sulla Resistenza in Sabina a cura del Teatro delle Condizioni Avverse. Il documentario è stato realizzato nel 2003 da Andrea Maurizi, Gabriella Torre e Giovanni D’Artibale per la regia di Andrea ed Elisa Maurizi. Il video prende il nome di osterei , che in tedesco significa ‘uovo di Pasqua’: questo era il nome dato all’operazione militare che, dal 29 marzo al 7 aprile 1944, coinvolgeva tutto  l’Appennino centrale. Attraverso la voce dei Partigiani e di testimoni del periodo, il video racconta le vicende della Sabina legate al contesto nazionale durante il periodo settembre 1943 – giugno 1944:
dalla battaglia dell’Arcucciola sul Monte Tancia all’eccidio dei civili a Monte San Giovanni fino al cannoneggiamento da
parte dei tedeschi, in fuga da Poggio Mirteto, il 10 giugno 1944, giorno in cui le truppe alleate arrivarono in Bassa Sabina.
Il secondo appuntamento si terrà a partire dalle 17.30 presso la biblioteca comunale ‘Angelo Vassallo’ di Monto poli Sabina: qui ci sarà lo spettacolo La banda del gobbo. Mito e Resistenza popolare nei mesi dell’occupazione nazista di Roma di e con Emiliano Valente. Ingresso gratuito. La banda del gobbo nasce all’interno di un progetto realizzato nel 2005, durante il mese della Memoria, con un
gruppo di studenti delle scuole medie. Il testo nasce dalla fusione dello studio bibliografico, con le esperienze dirette raccolte in numerose interviste effettuate nei quartieri di Centocelle, Alessandrino e Quarticciolo.
Analizzando la vita di un personaggio leggendario della periferia romana, il Gobbo del Quarticciolo, si ripercorrono le vicende di una Roma sotto assedio, invasa dai tedeschi, bombardata dagli americani, abbandonata dagli uominidi potere. È nella Roma più povera e popolare delle borgate come il Quarticciolo, che uomini e donne combattono contro l’ ingiustizia e l’ oppressione.
È lì che nascono gli eroi involontari di questa storia: sora Cettina, Giggetto, zio Franchino, Er Pigna, Neganè, Er Carota… uomini e bambini di borgata, trasformati in combattenti dagli eventi tragici che li colpiscono.

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Di Ornella Pucci coordinatrice nazionale Arci Politiche di genere

Quest’anno l’8 marzo coincide con i 70 anni della conquista in Italia del voto alle donne. Le recenti immagini dei visi gioiosi delle donne iraniane del primo suffragio al quale hanno partecipato credo ci abbiano ricordato come pratiche per noi scontate e diritti che dovrebbero essere universali, non lo sono affatto in gran parte del mondo. Vale la pena quindi approfittare di questo 8 marzo e viverlo come una occasione gioiosa per parlare dei nostri diritti, ricordando anche che 70 anni sono pochi e che in realtà in Italia il tempo in cui le donne non avevano diritto di voto è un tempo recente, anzi recentissimo. In Italia una donna che ha più di 70 anni è nata senza diritto di voto. È opportuno storicizzare per valorizzare il presente ma soprattutto per porre le condizioni di migliorare il futuro. Il 2 Febbraio 1945 in Italia entrò in vigore il suffragio universale esteso anche alle donne,un anno dopo, il 10 marzo 1946 votarono per la prima volta. A partire dal 1943 le donne assunsero un ruolo importante nella Resistenza italiana e quindi col procedere della liberazione entrava nel dibattito politico la questione del riconoscimento di pari diritti alla donna. Se ne fecero promotori Alcide De Gasperi (DC) e Palmiro Togliatti (PCI), nacque l’UDI (Unione donne Italiane) orientata a sinistra e il CIF (Centro Italiano Femminile) di posizioni cattoliche, entrambe queste associazioni promossero un opuscolo dal titolo Le donne Italiane hanno diritto di voto, scritto da Laura Lombardo Radice. Finalmente il 31 gennaio 1945 con il paese diviso e il nord ancora occupato dai tedeschi, il consiglio dei ministri presieduto da Bonomi emanò il decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne italiane, che entrò in vigore il 2/2/1945, mancava però il diritto di essere candidate e quindi l’equiparazione agli uomini. Le donne italiane dovettero aspettare un altro anno perché questo diritto venisse loro riconosciuto. Finalmente lo ottennero con un altro decreto del 10 Marzo 1946 che coincise con le elezioni amministrative, prima chiamata al voto del popolo femminile, nella quale un discreto numero di donne fu eletto nei consigli comunali. Successivamente parteciparono al voto dell’assemblea costituente (2 Giugno 1946) nella quale sedettero le prime parlamentari 9 DC, 9 PCI, 2 PSIUP e una dell’Uomo qualunque. Quindi il suffragio femminile è in Italia una conquista recente se si considera che i primi movimenti nacquero in Francia nel 1700. In Inghilterra dove nacque il movimento delle suffragette si arriva al suffragio femminile nel 1928, ma la prima nel mondo fu la nuova Zelanda nel 1893. Una conquista recente e difficile come difficile è stata la sua implementazione, basti pensare alla presenza delle donne nelle istituzioni, a tutt’oggi dal Quirinale in giù, passando per il Parlamento, i Ministeri, regioni e comuni i ruoli elettivi e di nomina in rosa sono inferiori al 20 %. Come ogni anno la materia da discutere e mettere a fuoco per le lotte future non ci manca. Buon 8 Marzo a tutte e a tutti.