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ArciReport Sociale

20/04/2015 12:28
di Paoli

A Reggio Emilia la sesta edizione delle ‘Giornate della laicità’

É possibile una nuova stagione dei diritti civili in Italia? A chiederselo, dal 17 al 19 aprile, alcuni tra i più illustri intellettuali italiani nel corso della sesta edizione delle Giornate della laicità di Reggio Emilia. Un momento di confronto e discussione organizzato da Iniziativa Laica in collaborazione con Arci Reggio Emilia, Politeia e Fondazione Critica Liberale, articolato in dieci dibattiti che si svol-
geranno all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (via Allegri).
Tanti gli spunti dell’attualità che saranno approfonditi, a cominciare dallo stato di attuazione dei diritti costituzionali al tema del fine vita e del rapporto tra scienza, medicina ed etica, fino alla discussione sulle coppie di fatto e i matrimoni tra persone dello stesso sesso.
A declinarli nelle diverse sfaccettature ci saranno: Gilberto Corbellini, Beppino Englaro, Carlo Flamigni, Enzo Marzo,Sergio Lariccia, Pierfranco Pellizzetti, Gaetano Azzariti, Maria Novella De Luca, Pippo Civati, Filomena Gallo, Enrico Donaggio, Marcello Sala, Michele
De Luca, Carlo Pontesilli, Roberto Escobar, Persio Tincani, Eugenio Lecaldano, Maurizio Mori, Demetrio Neri, Carlo Troilo, Maria Laura Cattinari.
«Sono passati quarant’anni da quella memorabile e lontanissima stagione degli anni ‘70 in cui furono conquistati importanti diritti civili e di libertà, come il divorzio, l’autodeterminazione della donna in materia di aborto o il nuovo diritto di famiglia – spiega Giorgio Salsi,
presidente di Iniziativa Laica e ideatore e direttore delle Giornate della Laicità. «Conquiste ottenute in un’epoca per molti aspetti più difficile e complessa dell’attuale, di strapotere della gerarchia ecclesiastica e di ingerenza da parte del partito di maggioranza relativa, la
DC. Dopo quella stagione di grande fermento, non ci sono state altre conquiste altrettanto importanti. Com’è potuto accadere che il nostro Paese sia rimasto così arretrato sul tema dei diritti? È evidente che questo sia accaduto anche a causa della tendenza dei laici a un atteggiamento perennemente difensivo, a rimorchio dell’agenda dettata da altri. Ora penso sia tempo di assumere un ruolo da protagonisti, di cittadini ‘costituzionali’ orgogliosi dei propri principi e valori, determinati a incidere sull’agenda politica e mediatica
del paese, quasi sempre conformista e gregaria». Accanto ai tradizionali dibattiti, l’edizione 2015 si arricchisce di un momento più ludico in programma venerdì 17 aprile ai Musei Civici di Reggi Emilia. Una serata in cui s’intrecceranno musica, cinema e cultura e che culmi-
nerà con la presentazione dei migliori cortometraggi a tema laico selezionati dal Reggio Film Festival. L’ingresso agli incontri è gratuito per gli iscritti di Iniziativa laica, previa prenotazione (tessera Arci+Iniziativa laica 20 euro, solo Iniziativa laica 10 euro). Per i non soci il costo di ciascun singolo biglietto è di 3 euro. Durante le Giornate della laicità i biglietti saranno venduti all’ingresso di ogni incontro.
Per info e programma completo : http://www.giornatedellalaicita.com/

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Di Ornella Pucci coordinatrice nazionale Arci Politiche di genere

Quest’anno l’8 marzo coincide con i 70 anni della conquista in Italia del voto alle donne. Le recenti immagini dei visi gioiosi delle donne iraniane del primo suffragio al quale hanno partecipato credo ci abbiano ricordato come pratiche per noi scontate e diritti che dovrebbero essere universali, non lo sono affatto in gran parte del mondo. Vale la pena quindi approfittare di questo 8 marzo e viverlo come una occasione gioiosa per parlare dei nostri diritti, ricordando anche che 70 anni sono pochi e che in realtà in Italia il tempo in cui le donne non avevano diritto di voto è un tempo recente, anzi recentissimo. In Italia una donna che ha più di 70 anni è nata senza diritto di voto. È opportuno storicizzare per valorizzare il presente ma soprattutto per porre le condizioni di migliorare il futuro. Il 2 Febbraio 1945 in Italia entrò in vigore il suffragio universale esteso anche alle donne,un anno dopo, il 10 marzo 1946 votarono per la prima volta. A partire dal 1943 le donne assunsero un ruolo importante nella Resistenza italiana e quindi col procedere della liberazione entrava nel dibattito politico la questione del riconoscimento di pari diritti alla donna. Se ne fecero promotori Alcide De Gasperi (DC) e Palmiro Togliatti (PCI), nacque l’UDI (Unione donne Italiane) orientata a sinistra e il CIF (Centro Italiano Femminile) di posizioni cattoliche, entrambe queste associazioni promossero un opuscolo dal titolo Le donne Italiane hanno diritto di voto, scritto da Laura Lombardo Radice. Finalmente il 31 gennaio 1945 con il paese diviso e il nord ancora occupato dai tedeschi, il consiglio dei ministri presieduto da Bonomi emanò il decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne italiane, che entrò in vigore il 2/2/1945, mancava però il diritto di essere candidate e quindi l’equiparazione agli uomini. Le donne italiane dovettero aspettare un altro anno perché questo diritto venisse loro riconosciuto. Finalmente lo ottennero con un altro decreto del 10 Marzo 1946 che coincise con le elezioni amministrative, prima chiamata al voto del popolo femminile, nella quale un discreto numero di donne fu eletto nei consigli comunali. Successivamente parteciparono al voto dell’assemblea costituente (2 Giugno 1946) nella quale sedettero le prime parlamentari 9 DC, 9 PCI, 2 PSIUP e una dell’Uomo qualunque. Quindi il suffragio femminile è in Italia una conquista recente se si considera che i primi movimenti nacquero in Francia nel 1700. In Inghilterra dove nacque il movimento delle suffragette si arriva al suffragio femminile nel 1928, ma la prima nel mondo fu la nuova Zelanda nel 1893. Una conquista recente e difficile come difficile è stata la sua implementazione, basti pensare alla presenza delle donne nelle istituzioni, a tutt’oggi dal Quirinale in giù, passando per il Parlamento, i Ministeri, regioni e comuni i ruoli elettivi e di nomina in rosa sono inferiori al 20 %. Come ogni anno la materia da discutere e mettere a fuoco per le lotte future non ci manca. Buon 8 Marzo a tutte e a tutti.