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ArciReport

20/04/2015 13:24
di Paoli

Radio Barrio festeggia il suo secondo compleanno. Tra i traguardi raggiunti, la nuova location e l’obiettivo del crowdfunding

Grande partecipazione al secondo compleanno della web radio crotonese Radio Barrio.
Venerdì 10 aprile lo staff dell’associazione di promozione sociale Il Barrio, nonché circolo Arci, ha promosso un evento per celebrare la seconda candelina della radio presso il circolo Arci Le CentoCittà. L’evento, iniziato intorno alle 18.30 con l’apertura della diretta, ha visto l’alternanza ai microfoni degli speaker di Radio Barrio. Ad allietare l’evento la musica dal vivo di Michele Scerra, cantautore crotonese vincitore del premio Bindi perla migliore canzone con Il circo Gelsomino e i Coffea strange, band musicale formata da Daniele Sorrentino, Davide Otranto, Ivan De Luca, Emmanuele Sestito e Mirko Caruso. La serata è stata chiusa dal dj set Roots libero a cura di Pousada Vianelo con musica reggae e roots. «Spegnere la seconda candelina è stata una grande emozione – ha detto Alfredo Lucente, presidente dell’associazione Il Barrio – perché il compleanno della radio che abbiamo creato con Raffaele Drago, Gianfelice Giaquinta, Enrica Tancioni e Chiara Ranieri, è stato coronato da due eventi: il raggiungimento dell’obiettivo del crowdfunding, grazie al quale possiamo garantire una programmazione costante e ricca di contenuti, e il trasferimento in una nuova sede». La web radio crotonese ha
iniziato a conquistare il cuore del Barrio pitagorico. Sì perché la struttura si è trasferita nel centro storico: «Il nostro obiettivo – ha continuato Lucente – è quello di creare un polo culturale che possa portare nel centro storico e in tutta la città musica, cultura e attività sociali.
Questo anche grazie al sostegno e alla continua collaborazione con l’Arci e il gruppo Fotoamatori Crotone».Radio Barrio, dunque, dal mese di marzo si diffonde nell’etere da una delle location più caratteristiche della città pitagorica: via Lucifero 15, luogo da sempre vocato alla cultura, all’arte e alla musica. Dalla terrazza della nuova sede la musica e i contenuti della radio vengono costantemente diffusi in tutto il mondo. In una condivisione globale che rimane tuttavia legata alla tradizione della città.
La programmazione di Radio Barrio, che spazia dal puro intrattenimento musicale al sociale, con le dirette radiofoniche di
eventi dedicati al terzo settore, è stata inoltre arricchita. In palinsesto ci sono infatti programmi di approfondimento dedicati sempre al sociale e all’informazione. «Radio Barrio – spiega Raffaele Drago, vicepresidente dell’associazione – è nata per dare spazio alle categorie
che non hanno molta visibilità. Ci siamo sempre dedicati al Terzo settore, perché crediamo che sia una risorsa da condividere e sostenere» http://www.radiobarrio.it/

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Di Ornella Pucci coordinatrice nazionale Arci Politiche di genere

Quest’anno l’8 marzo coincide con i 70 anni della conquista in Italia del voto alle donne. Le recenti immagini dei visi gioiosi delle donne iraniane del primo suffragio al quale hanno partecipato credo ci abbiano ricordato come pratiche per noi scontate e diritti che dovrebbero essere universali, non lo sono affatto in gran parte del mondo. Vale la pena quindi approfittare di questo 8 marzo e viverlo come una occasione gioiosa per parlare dei nostri diritti, ricordando anche che 70 anni sono pochi e che in realtà in Italia il tempo in cui le donne non avevano diritto di voto è un tempo recente, anzi recentissimo. In Italia una donna che ha più di 70 anni è nata senza diritto di voto. È opportuno storicizzare per valorizzare il presente ma soprattutto per porre le condizioni di migliorare il futuro. Il 2 Febbraio 1945 in Italia entrò in vigore il suffragio universale esteso anche alle donne,un anno dopo, il 10 marzo 1946 votarono per la prima volta. A partire dal 1943 le donne assunsero un ruolo importante nella Resistenza italiana e quindi col procedere della liberazione entrava nel dibattito politico la questione del riconoscimento di pari diritti alla donna. Se ne fecero promotori Alcide De Gasperi (DC) e Palmiro Togliatti (PCI), nacque l’UDI (Unione donne Italiane) orientata a sinistra e il CIF (Centro Italiano Femminile) di posizioni cattoliche, entrambe queste associazioni promossero un opuscolo dal titolo Le donne Italiane hanno diritto di voto, scritto da Laura Lombardo Radice. Finalmente il 31 gennaio 1945 con il paese diviso e il nord ancora occupato dai tedeschi, il consiglio dei ministri presieduto da Bonomi emanò il decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne italiane, che entrò in vigore il 2/2/1945, mancava però il diritto di essere candidate e quindi l’equiparazione agli uomini. Le donne italiane dovettero aspettare un altro anno perché questo diritto venisse loro riconosciuto. Finalmente lo ottennero con un altro decreto del 10 Marzo 1946 che coincise con le elezioni amministrative, prima chiamata al voto del popolo femminile, nella quale un discreto numero di donne fu eletto nei consigli comunali. Successivamente parteciparono al voto dell’assemblea costituente (2 Giugno 1946) nella quale sedettero le prime parlamentari 9 DC, 9 PCI, 2 PSIUP e una dell’Uomo qualunque. Quindi il suffragio femminile è in Italia una conquista recente se si considera che i primi movimenti nacquero in Francia nel 1700. In Inghilterra dove nacque il movimento delle suffragette si arriva al suffragio femminile nel 1928, ma la prima nel mondo fu la nuova Zelanda nel 1893. Una conquista recente e difficile come difficile è stata la sua implementazione, basti pensare alla presenza delle donne nelle istituzioni, a tutt’oggi dal Quirinale in giù, passando per il Parlamento, i Ministeri, regioni e comuni i ruoli elettivi e di nomina in rosa sono inferiori al 20 %. Come ogni anno la materia da discutere e mettere a fuoco per le lotte future non ci manca. Buon 8 Marzo a tutte e a tutti.