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Progetti Sociale Un segno sul corpo

08/06/2015 10:06
di Paoli

“Un segno sul corpo”: al via la campagna di comunicazione sociale contro la violenza sulle donne

“Se ami non picchi”.

Mercoledì 27 maggio è  stata lanciata, presso il Liceo Cecioni di Livorno, la campagna di comunicazione sociale contro la violenza sulle donne “Un segno sul corpo”, progetto curato da Arci Solidarietà Livorno. Il picchio è il simbolo scelto per questa campagna, un picchio “che non picchia”, da cui gli studenti delle scuole di Livorno hanno elaborato slogan accattivanti giocando con le parole “picchio” e “picchiare” per dare un messaggio contro la violenza. La creazione degli slogan è una parte delle attività incluse in un percorso laboratoriale di approfondimento sulle tematiche della violenza sulle donne:“se mi picchi ti cancello”, “non fare uscire il picchio che è in te” e ancora, “sono un picchio non violento”, “se picchi non spicchi”. Il progetto “Un segno sul corpo” si è rivolto in particolare all’ambito scolastico con l’idea di approfondire la tematica della violenza sulle donne rispondendo all’esigenza di attuare efficaci strategie di prevenzione e approfondimento; in Italia 7 milioni di donne hanno subito violenza, quota pari quasi al 32% della popolazione femminile, dai 16 ai 70 anni. Il laboratorio ha creato un logo, slogan, un codice di comportamento e tanti gadgets da diffondere in tutta la città. La campagna di comunicazione sarà promossa anche con la pagina Facebook “Un segno sul corpo” con cui i partecipanti promuoveranno la discussione sul tema della violenza sulle donne. Durante il lancio della campagna di comunicazione sociale sono stati distribuiti i gadget prodotti in questi mesi di laboratorio e sono intervenuti la vice sindaco Stella Sorgente, il presidente di Arci Livorno Marco Solimano e la giornalista e autrice Sandra Mazzinghi, che ha letto ai presenti degli estratti del suo ultimo libro “L’orizzonte rubato“.

La campagna di comunicazione sociale andrà avanti fino al mese di novembre con un fitto calendario di appuntamenti. Il 30 maggio in occasione dei “Livorno Music Award” al The Cage Theatre gli studenti del laboratorio saranno presenti con un banchetto con cui promuoveranno il progetto e distribuiranno i gadget prodotti. Il 20 giugno i ragazzi saranno al Surfer Joe in occasione del “Summer Joe Festival” e dal 31 luglio al 4 agosto 2015 parteciperanno con il loro banchetto a Effetto Venezia. Successivamente il 24 ottobre la campagna di comunicazione approderà a Villa del Colle all’interno della “Ndo Gerundio Night” ed infine il 25 novembre ci sarà una performance urbana in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Il progetto “Un segno sul corpo” è curato da Arci Solidarietà Livorno con la partnership di Anffas Onlus Livorno, Cesdi, P24 Lila Livorno, A.l.c.a.t, Auser, Avis e con il sostegno di: “Se non ora quando? Comitato Livorno”, Istituto superiore Buontalenti – Cappellini – Orlando, Liceo scientifico Federico Enriques, Liceo statale Francesco Cecioni, Provincia di Livorno, Associazione culturale The Cage, Centro Donna – Associazione Ippogrifo, Associazione culturale Clap, Surfer Joe Music.

Per trovare maggiori informazioni e le interviste agli studenti e alla Vicesindaco Stella Sorgente, guarda qui : http://bit.ly/1JCcIMl

 

 

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Di Ornella Pucci coordinatrice nazionale Arci Politiche di genere

Quest’anno l’8 marzo coincide con i 70 anni della conquista in Italia del voto alle donne. Le recenti immagini dei visi gioiosi delle donne iraniane del primo suffragio al quale hanno partecipato credo ci abbiano ricordato come pratiche per noi scontate e diritti che dovrebbero essere universali, non lo sono affatto in gran parte del mondo. Vale la pena quindi approfittare di questo 8 marzo e viverlo come una occasione gioiosa per parlare dei nostri diritti, ricordando anche che 70 anni sono pochi e che in realtà in Italia il tempo in cui le donne non avevano diritto di voto è un tempo recente, anzi recentissimo. In Italia una donna che ha più di 70 anni è nata senza diritto di voto. È opportuno storicizzare per valorizzare il presente ma soprattutto per porre le condizioni di migliorare il futuro. Il 2 Febbraio 1945 in Italia entrò in vigore il suffragio universale esteso anche alle donne,un anno dopo, il 10 marzo 1946 votarono per la prima volta. A partire dal 1943 le donne assunsero un ruolo importante nella Resistenza italiana e quindi col procedere della liberazione entrava nel dibattito politico la questione del riconoscimento di pari diritti alla donna. Se ne fecero promotori Alcide De Gasperi (DC) e Palmiro Togliatti (PCI), nacque l’UDI (Unione donne Italiane) orientata a sinistra e il CIF (Centro Italiano Femminile) di posizioni cattoliche, entrambe queste associazioni promossero un opuscolo dal titolo Le donne Italiane hanno diritto di voto, scritto da Laura Lombardo Radice. Finalmente il 31 gennaio 1945 con il paese diviso e il nord ancora occupato dai tedeschi, il consiglio dei ministri presieduto da Bonomi emanò il decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne italiane, che entrò in vigore il 2/2/1945, mancava però il diritto di essere candidate e quindi l’equiparazione agli uomini. Le donne italiane dovettero aspettare un altro anno perché questo diritto venisse loro riconosciuto. Finalmente lo ottennero con un altro decreto del 10 Marzo 1946 che coincise con le elezioni amministrative, prima chiamata al voto del popolo femminile, nella quale un discreto numero di donne fu eletto nei consigli comunali. Successivamente parteciparono al voto dell’assemblea costituente (2 Giugno 1946) nella quale sedettero le prime parlamentari 9 DC, 9 PCI, 2 PSIUP e una dell’Uomo qualunque. Quindi il suffragio femminile è in Italia una conquista recente se si considera che i primi movimenti nacquero in Francia nel 1700. In Inghilterra dove nacque il movimento delle suffragette si arriva al suffragio femminile nel 1928, ma la prima nel mondo fu la nuova Zelanda nel 1893. Una conquista recente e difficile come difficile è stata la sua implementazione, basti pensare alla presenza delle donne nelle istituzioni, a tutt’oggi dal Quirinale in giù, passando per il Parlamento, i Ministeri, regioni e comuni i ruoli elettivi e di nomina in rosa sono inferiori al 20 %. Come ogni anno la materia da discutere e mettere a fuoco per le lotte future non ci manca. Buon 8 Marzo a tutte e a tutti.