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Cultura Sociale

20/01/2016 11:17
di Paoli

Unioni Civili, Associazioni LGBT Compatte : ” Tante Piazze per raccontare l’ugualianza”

Il 23 Gennaio mobilitazione nazionale non in una ma in tante piazza d’italia per dare forza al traguardo dell’ugualianza : in vista della discussione del Senato del ddl sulle unioni civili, le associazioni LGBT ( ArciGay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Mit) si preparano a mettere in campo una mobilitazione capillare nelle principali piazze del paese. Inoltre, nei giorni caldi della discussione a Palazzo Madama, cioè dal prossimo 26 Gennaio, è previsto un presidio in Piazza delle Cinque Lune, nei pressi del Senato, per testimoniare l’attenzione e l’apprensione per il dibattito in corso.

Anche a Livorno saremo in piazza a manifestare tutte e tutti assieme per l’equità dei diritti, la giustizia sociale, la dignità di tutte e tutti, ma anche per manifestare con la nostra energia, i nostri corpi e le nostre vite che il percorso di questa legge toccherà e influenzerà. Chiediamo a tutte le associazioni, le istituzioni, i sindacati e l’intera cittadinanza di manifestare assieme a noi per dimostrare concretamente che quando si tratta di equità dei diritti e di solidarietà siamo tutte e tutti uniti nel desiderare e costruire una società migliore e democratica.

L’appuntamento è a Livorno in Piazza Attias alle ore 15.00 da dove partirà un corteo che si dirigerà in Piazza del Municipio. Per questo vi invitiamo a raggiungerci per caricarci di energia tutti assieme!

Per aderire alla manifestazione basta inviare una email a 23gennaio2016livorno@gmail.com e soprattutto venire il 23 Gennaio 2016…

 

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Di Ornella Pucci coordinatrice nazionale Arci Politiche di genere

Quest’anno l’8 marzo coincide con i 70 anni della conquista in Italia del voto alle donne. Le recenti immagini dei visi gioiosi delle donne iraniane del primo suffragio al quale hanno partecipato credo ci abbiano ricordato come pratiche per noi scontate e diritti che dovrebbero essere universali, non lo sono affatto in gran parte del mondo. Vale la pena quindi approfittare di questo 8 marzo e viverlo come una occasione gioiosa per parlare dei nostri diritti, ricordando anche che 70 anni sono pochi e che in realtà in Italia il tempo in cui le donne non avevano diritto di voto è un tempo recente, anzi recentissimo. In Italia una donna che ha più di 70 anni è nata senza diritto di voto. È opportuno storicizzare per valorizzare il presente ma soprattutto per porre le condizioni di migliorare il futuro. Il 2 Febbraio 1945 in Italia entrò in vigore il suffragio universale esteso anche alle donne,un anno dopo, il 10 marzo 1946 votarono per la prima volta. A partire dal 1943 le donne assunsero un ruolo importante nella Resistenza italiana e quindi col procedere della liberazione entrava nel dibattito politico la questione del riconoscimento di pari diritti alla donna. Se ne fecero promotori Alcide De Gasperi (DC) e Palmiro Togliatti (PCI), nacque l’UDI (Unione donne Italiane) orientata a sinistra e il CIF (Centro Italiano Femminile) di posizioni cattoliche, entrambe queste associazioni promossero un opuscolo dal titolo Le donne Italiane hanno diritto di voto, scritto da Laura Lombardo Radice. Finalmente il 31 gennaio 1945 con il paese diviso e il nord ancora occupato dai tedeschi, il consiglio dei ministri presieduto da Bonomi emanò il decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne italiane, che entrò in vigore il 2/2/1945, mancava però il diritto di essere candidate e quindi l’equiparazione agli uomini. Le donne italiane dovettero aspettare un altro anno perché questo diritto venisse loro riconosciuto. Finalmente lo ottennero con un altro decreto del 10 Marzo 1946 che coincise con le elezioni amministrative, prima chiamata al voto del popolo femminile, nella quale un discreto numero di donne fu eletto nei consigli comunali. Successivamente parteciparono al voto dell’assemblea costituente (2 Giugno 1946) nella quale sedettero le prime parlamentari 9 DC, 9 PCI, 2 PSIUP e una dell’Uomo qualunque. Quindi il suffragio femminile è in Italia una conquista recente se si considera che i primi movimenti nacquero in Francia nel 1700. In Inghilterra dove nacque il movimento delle suffragette si arriva al suffragio femminile nel 1928, ma la prima nel mondo fu la nuova Zelanda nel 1893. Una conquista recente e difficile come difficile è stata la sua implementazione, basti pensare alla presenza delle donne nelle istituzioni, a tutt’oggi dal Quirinale in giù, passando per il Parlamento, i Ministeri, regioni e comuni i ruoli elettivi e di nomina in rosa sono inferiori al 20 %. Come ogni anno la materia da discutere e mettere a fuoco per le lotte future non ci manca. Buon 8 Marzo a tutte e a tutti.