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Cultura Sociale

27/01/2016 11:44
di Paoli

Per il Giorno della Memoria, Collesalvetti racconta l’altra vita del grande Gino Bartali

Quest’anno per il Giorno della Memoria , Collesalvetti ha scelto di raccontare l’altra vita di uno dei più grandi campioni di tutti i tempi del ciclismo: Gino Bartali.

Collesalvetti, terra da sempre innamorata della bicicletta, che ha dato natali a campioni indimenticabili come Ivo Mancini, decide di ricordare così la giornata nella quale veniamo chiamati a non dimenticare una delle pagine più nere nella storia del nostro Paese e dell’umanità intera.
La commovente storia di Bartali, in sella alla sua bicicletta negli anni della deportazione degli ebrei: un segreto tenuto nascosto per decenni che ne rivela la vera identità di autentico eroe, di “giusto tra le Nazioni”.
L’appuntamento è per giovedì 28 gennaio, alla Sala Spettacolo del Comune Di Collesalvetti, in Piazza Gramsci, con“BARTALI – Il campione e l’eroe”; di e con Ubaldo Pantani (monologo teatrale liberamente tratto dal libro “Un cuore in fuga” di Oliviero Beha)
Saranno protagonisti, oltre al famoso personaggio televisivo, Massimo Signorini alla fisarmonica e Sergio Innocenti al pianoforte che eseguiranno brani di Dalla, Conte e Carlo Buti.
Nel foyer del teatro sarà esposto un dipinto di Enrico Bacci, pittore livornese, dedicato a Gino Bartali. L’inizio dello spettacolo è fissato per le 21:15.

 

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Di Ornella Pucci coordinatrice nazionale Arci Politiche di genere

Quest’anno l’8 marzo coincide con i 70 anni della conquista in Italia del voto alle donne. Le recenti immagini dei visi gioiosi delle donne iraniane del primo suffragio al quale hanno partecipato credo ci abbiano ricordato come pratiche per noi scontate e diritti che dovrebbero essere universali, non lo sono affatto in gran parte del mondo. Vale la pena quindi approfittare di questo 8 marzo e viverlo come una occasione gioiosa per parlare dei nostri diritti, ricordando anche che 70 anni sono pochi e che in realtà in Italia il tempo in cui le donne non avevano diritto di voto è un tempo recente, anzi recentissimo. In Italia una donna che ha più di 70 anni è nata senza diritto di voto. È opportuno storicizzare per valorizzare il presente ma soprattutto per porre le condizioni di migliorare il futuro. Il 2 Febbraio 1945 in Italia entrò in vigore il suffragio universale esteso anche alle donne,un anno dopo, il 10 marzo 1946 votarono per la prima volta. A partire dal 1943 le donne assunsero un ruolo importante nella Resistenza italiana e quindi col procedere della liberazione entrava nel dibattito politico la questione del riconoscimento di pari diritti alla donna. Se ne fecero promotori Alcide De Gasperi (DC) e Palmiro Togliatti (PCI), nacque l’UDI (Unione donne Italiane) orientata a sinistra e il CIF (Centro Italiano Femminile) di posizioni cattoliche, entrambe queste associazioni promossero un opuscolo dal titolo Le donne Italiane hanno diritto di voto, scritto da Laura Lombardo Radice. Finalmente il 31 gennaio 1945 con il paese diviso e il nord ancora occupato dai tedeschi, il consiglio dei ministri presieduto da Bonomi emanò il decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne italiane, che entrò in vigore il 2/2/1945, mancava però il diritto di essere candidate e quindi l’equiparazione agli uomini. Le donne italiane dovettero aspettare un altro anno perché questo diritto venisse loro riconosciuto. Finalmente lo ottennero con un altro decreto del 10 Marzo 1946 che coincise con le elezioni amministrative, prima chiamata al voto del popolo femminile, nella quale un discreto numero di donne fu eletto nei consigli comunali. Successivamente parteciparono al voto dell’assemblea costituente (2 Giugno 1946) nella quale sedettero le prime parlamentari 9 DC, 9 PCI, 2 PSIUP e una dell’Uomo qualunque. Quindi il suffragio femminile è in Italia una conquista recente se si considera che i primi movimenti nacquero in Francia nel 1700. In Inghilterra dove nacque il movimento delle suffragette si arriva al suffragio femminile nel 1928, ma la prima nel mondo fu la nuova Zelanda nel 1893. Una conquista recente e difficile come difficile è stata la sua implementazione, basti pensare alla presenza delle donne nelle istituzioni, a tutt’oggi dal Quirinale in giù, passando per il Parlamento, i Ministeri, regioni e comuni i ruoli elettivi e di nomina in rosa sono inferiori al 20 %. Come ogni anno la materia da discutere e mettere a fuoco per le lotte future non ci manca. Buon 8 Marzo a tutte e a tutti.