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Cultura Sociale

16/02/2016 11:07
di Paoli

Sabato 20 Febbraio, seconda edizione del premio giornalistico “Luciano de Majo”

Sono passati già cinque anni dalla scomparsa di Luciano De Majo, ma la voglia di ricordare questo giovane e bravissimo giornalista, con caratteristiche umane e professionali straordinarie ed eccellenti, rimane intatta nel tempo.

L’iniziativa è curata dall’Arci di Livorno, e fortemente voluta dal comitato promotore composto da Valeria Cioni, moglie di Luciano, Marco Solimano, Alfio Baldi e Francesco Gazzetti. La cerimonia di consegna dei riconoscimenti di questa seconda edizione del premio si terrà sabato 20 Febbraio, dalle ore 16.30, presso il Nuovo Teatro delle Commedie.

Questa edizione vedrà premiati :

Eva Giovannini, (Livorno 1980)

giornalista professionista, ha collaborato con «Il Tirreno» e «Affari & Finanza» («la Repubblica»). Ha lavorato ai reportage per il programma di Raidue Annozero. Dopo due anni a Sky tg24 – dove si è occupata sia delle News sia del programma di approfondimento Controcorrente –, è stata inviata del talk show di La7 Piazzapulita, ruolo che oggi ricopre per Ballarò su Raitre.
Per Marsilio ha pubblicato il libro “Europa Anno Zero – Il ritorno dei nazionalismi”.

Maria Giorgia Corolini, (Livorno 1987)

diplomata al Liceo Classico, iscritta all’Università di Siena (Facoltà di Scienze della Comunicazione).
Nel 2012 ha iniziato a collaborare con la cronaca del Tirreno di Livorno: negli ultimi due anni ha raccontato la città di Livorno con cadenza quasi giornaliera, arrivando a scrivere più di 250 tra articoli e interi servizi di cronaca, politica, sociale, cultura e spettacolo. In questi anni ha collaborato come redattrice anche per due testate on-line di informazione nazionale, la testata generalista “UrbanPost” e quella sportiva “SuperNews”, pubblicando con loro oltre 350 articoli e riuscendo ad ottenere buoni risultati in termini di seguito e visualizzazioni.
Proprio in queste settimane sta preparando la domanda per l’iscrizione all’albo dei giornalisti pubblicisti

Le motivazioni dell’assegnazione del premio saranno lette durante la cerimonia della premiazione.

In questa seconda edizione, sarà la musica ad accompagnare la cerimonia, con un bel trio composto da : Giulio Boschi al contrabbasso, Max Fantolini al pianoforte e la voce di Giulia Tubino, che andranno a proporre i pezzi musicali e i brani che il grande Luciano amava. Non mancate a questo importante appuntamento, per ricordare tutti assieme, tra parole e musica, un grande giornalista, ma soprattutto un grande uomo…

de majo

 

 

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Di Ornella Pucci coordinatrice nazionale Arci Politiche di genere

Quest’anno l’8 marzo coincide con i 70 anni della conquista in Italia del voto alle donne. Le recenti immagini dei visi gioiosi delle donne iraniane del primo suffragio al quale hanno partecipato credo ci abbiano ricordato come pratiche per noi scontate e diritti che dovrebbero essere universali, non lo sono affatto in gran parte del mondo. Vale la pena quindi approfittare di questo 8 marzo e viverlo come una occasione gioiosa per parlare dei nostri diritti, ricordando anche che 70 anni sono pochi e che in realtà in Italia il tempo in cui le donne non avevano diritto di voto è un tempo recente, anzi recentissimo. In Italia una donna che ha più di 70 anni è nata senza diritto di voto. È opportuno storicizzare per valorizzare il presente ma soprattutto per porre le condizioni di migliorare il futuro. Il 2 Febbraio 1945 in Italia entrò in vigore il suffragio universale esteso anche alle donne,un anno dopo, il 10 marzo 1946 votarono per la prima volta. A partire dal 1943 le donne assunsero un ruolo importante nella Resistenza italiana e quindi col procedere della liberazione entrava nel dibattito politico la questione del riconoscimento di pari diritti alla donna. Se ne fecero promotori Alcide De Gasperi (DC) e Palmiro Togliatti (PCI), nacque l’UDI (Unione donne Italiane) orientata a sinistra e il CIF (Centro Italiano Femminile) di posizioni cattoliche, entrambe queste associazioni promossero un opuscolo dal titolo Le donne Italiane hanno diritto di voto, scritto da Laura Lombardo Radice. Finalmente il 31 gennaio 1945 con il paese diviso e il nord ancora occupato dai tedeschi, il consiglio dei ministri presieduto da Bonomi emanò il decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne italiane, che entrò in vigore il 2/2/1945, mancava però il diritto di essere candidate e quindi l’equiparazione agli uomini. Le donne italiane dovettero aspettare un altro anno perché questo diritto venisse loro riconosciuto. Finalmente lo ottennero con un altro decreto del 10 Marzo 1946 che coincise con le elezioni amministrative, prima chiamata al voto del popolo femminile, nella quale un discreto numero di donne fu eletto nei consigli comunali. Successivamente parteciparono al voto dell’assemblea costituente (2 Giugno 1946) nella quale sedettero le prime parlamentari 9 DC, 9 PCI, 2 PSIUP e una dell’Uomo qualunque. Quindi il suffragio femminile è in Italia una conquista recente se si considera che i primi movimenti nacquero in Francia nel 1700. In Inghilterra dove nacque il movimento delle suffragette si arriva al suffragio femminile nel 1928, ma la prima nel mondo fu la nuova Zelanda nel 1893. Una conquista recente e difficile come difficile è stata la sua implementazione, basti pensare alla presenza delle donne nelle istituzioni, a tutt’oggi dal Quirinale in giù, passando per il Parlamento, i Ministeri, regioni e comuni i ruoli elettivi e di nomina in rosa sono inferiori al 20 %. Come ogni anno la materia da discutere e mettere a fuoco per le lotte future non ci manca. Buon 8 Marzo a tutte e a tutti.