Caso Regeni: l’ambasciatore italiano non deve tornare in Egitto

«Il nostro ambasciatore non deve tornare in Egitto», una petizione, firmata anche dall’Arci e dalla sua presidente nazionale, che chiede al governo di non riallacciare i rapporti diplomatici con l’Egitto di al Sisi. La petizione, proposta dalle organizzazioni A buon diritto, Amnesty International e Antigone, ha come primi firmatari i genitori di Giulio Regeni. È indirizzata al presidente del Consiglio Matteo Renzi e ribadisce quanto sia importante che il nuovo ambasciatore Cantini non vada al Cairo. Il ritorno del nostro rappresentante diplomatico sarebbe infatti interpretato come un segnale della volontà di ristabilire normali rapporti politici-diplomatici. Un segnale assolutamente inopportuno, a un regime responsabile della morte del ricercatore italiano, e che continua a violare i diritti umani e a reprimere ogni forma di dissenso. Esempio emblematico è la detenzione di Ahmed Abdallah, presidente della Commissione egiziana per i diritti e le libertà e consulente legale della famiglia Regeni, da 130 giorni chiuso in carcere. Un regime che continua a negare qualsiasi forma di collaborazione nella ricerca della verità, che ha anzi più volte tentato di insabbiare con depistaggi di ogni tipo. I firmatari della petizione vorrebbero quindi che il richiamo dell’ambasciatore, avvenuto ad aprile scorso, fosse la premessa di altre più efficaci misure di pressione nei confronti delle autorità egiziane perché finalmente sulla morte di Giulio sia fatta verità. Per firmare: su Change.org cerca la petizione “Caso Regeni: l’ambasciatore italiano non deve tornare in Egitto”

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