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ArciReport Politica estera

11/09/2016 11:35
di Tommaso Beppi

Appello urgente per la fine dei massacri in Rojava e nel nord della Siria!

Appello urgente per la fine dei massacri in Rojava e nel nord della Siria! Pubblichiamo la lettera inviata dal Kurdish Women’s Relation Office al Segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon, al Presidente Usa Barack Obama, all’Alta rappresentante dell’Unione europea per gli Affari Esteri Federica Mogherini, al ministro degli Esteri della Germania Frank Walter Steinmeier, al Segretario aggiunto della Nato Richard Froh. «Il 24 agosto le Forze Speciali turche insieme ad alcuni reparti del cosiddetto Free Syrian Army hanno avviato un attacco oltre confine contro la città del nord della Siria Jarablus. Secondo le dichiarazioni ufficiali di entrambi, ufficiali turchi e rappresentanti del FSA, l’obbiettivo erano tanto lo Stato Islamico quanto il Kurdish People’s Defense Units (YPG). Era chiaro dall’inizio che solo i Curdi sarebbero stati attaccati. Non c’è stato neanche un confronto armato tra le forze turche e il FSA contro l’ISIS negli ultimi 5 giorni. Ma sin dall’inizio YPG e le Syrian Democratic Forces (SDF) – le forze sul terreno più efficaci contro l’ISIS – sono state attaccate dalle forze dello Stato Turco. Il primo giorno dell’operazione Euphrates Shield (Scudo sull’Eufrate), che gli ufficiali turchi hanno chiamato un “assalto ai terroristi dello Stato Islamico e del YPG”, come risultato del bombardamento turco sui sobborghi a maggioranza curda di Jarablus sono stati uccisi almeno 49 civili. Oggi (28 agosto) il Syrian Observatory for Human Rights (SOHR) e altre agenzie di comunicazione hanno confermato che i raid aerei turchi e il bombardamento dei carri armati hanno ucciso almeno 40 civili nel villaggio di Bir/Jubba al-Kusa, 13 km a sud di Jarablus. Il villaggio era stato precedentemente liberato dall’ISIS dalle forze del SDF. Alcune ore dopo il massacro di Jubba al-Kusa ci sono stati altri 20 morti e 25 feriti tra i civili a seguito dei raid aerei vicino alla città di Al-Amarneh. Secondo notizie non confermate almeno 4 soldati curdi sono stati uccisi e 15 feriti nel bombardamento delle due aree. Appare chiaro che continueranno con i loro massacri fino a quando la Coalizione Internazionale a guida USA rimarrà silente. Alcuni profili twitter di elementi del FSA che cooperano con i turchi mostrano che 7 soldati del SDF sono tenuti prigionieri. Ci sono foto e video che mostrano come i soldati del SDF sono torturati dai cosiddetti combattenti ‘moderati’ del FSA. Funzionari degli Stati Uniti e il Governo Tedesco hanno dichiarato il loro supporto a queste operazioni dei turchi nel nord della Siria/Rojava. Inoltre molti commentatori stanno definendo lo stanziamento degli USA nella regione un “tradimento” nei confronti dei Curdi. L’intero Occidente sta perdendo di credibilità nella lotta contro l’ISIS poichè sta appoggiando – direttamente o indirettamente – l’aggressione turca contro i Curdi, che sono le forze sul terreno più efficaci contro l’ISIS. Lo Stato Turco sta commettendo crimini di guerra e contro l’umanità sotto gli occhi e col supporto degli USA, dell’Unione Europea e della NATO. Ciò li rende ugualmente colpevoli e responsabili. Ci appelliamo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite perchè intraprenda tutte le misure necessarie per fermare il massacro perpetrato dai turchi e l’invasione del nord della Siria. Ci appelliamo alla Coalizione Internazionale a guida USA contro l’ISIS, perchè fermi gli attacchi turchi contro le Syrian Democratic Forces in ritirata dalle forze statunitensi.»

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Di Ornella Pucci coordinatrice nazionale Arci Politiche di genere

Quest’anno l’8 marzo coincide con i 70 anni della conquista in Italia del voto alle donne. Le recenti immagini dei visi gioiosi delle donne iraniane del primo suffragio al quale hanno partecipato credo ci abbiano ricordato come pratiche per noi scontate e diritti che dovrebbero essere universali, non lo sono affatto in gran parte del mondo. Vale la pena quindi approfittare di questo 8 marzo e viverlo come una occasione gioiosa per parlare dei nostri diritti, ricordando anche che 70 anni sono pochi e che in realtà in Italia il tempo in cui le donne non avevano diritto di voto è un tempo recente, anzi recentissimo. In Italia una donna che ha più di 70 anni è nata senza diritto di voto. È opportuno storicizzare per valorizzare il presente ma soprattutto per porre le condizioni di migliorare il futuro. Il 2 Febbraio 1945 in Italia entrò in vigore il suffragio universale esteso anche alle donne,un anno dopo, il 10 marzo 1946 votarono per la prima volta. A partire dal 1943 le donne assunsero un ruolo importante nella Resistenza italiana e quindi col procedere della liberazione entrava nel dibattito politico la questione del riconoscimento di pari diritti alla donna. Se ne fecero promotori Alcide De Gasperi (DC) e Palmiro Togliatti (PCI), nacque l’UDI (Unione donne Italiane) orientata a sinistra e il CIF (Centro Italiano Femminile) di posizioni cattoliche, entrambe queste associazioni promossero un opuscolo dal titolo Le donne Italiane hanno diritto di voto, scritto da Laura Lombardo Radice. Finalmente il 31 gennaio 1945 con il paese diviso e il nord ancora occupato dai tedeschi, il consiglio dei ministri presieduto da Bonomi emanò il decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne italiane, che entrò in vigore il 2/2/1945, mancava però il diritto di essere candidate e quindi l’equiparazione agli uomini. Le donne italiane dovettero aspettare un altro anno perché questo diritto venisse loro riconosciuto. Finalmente lo ottennero con un altro decreto del 10 Marzo 1946 che coincise con le elezioni amministrative, prima chiamata al voto del popolo femminile, nella quale un discreto numero di donne fu eletto nei consigli comunali. Successivamente parteciparono al voto dell’assemblea costituente (2 Giugno 1946) nella quale sedettero le prime parlamentari 9 DC, 9 PCI, 2 PSIUP e una dell’Uomo qualunque. Quindi il suffragio femminile è in Italia una conquista recente se si considera che i primi movimenti nacquero in Francia nel 1700. In Inghilterra dove nacque il movimento delle suffragette si arriva al suffragio femminile nel 1928, ma la prima nel mondo fu la nuova Zelanda nel 1893. Una conquista recente e difficile come difficile è stata la sua implementazione, basti pensare alla presenza delle donne nelle istituzioni, a tutt’oggi dal Quirinale in giù, passando per il Parlamento, i Ministeri, regioni e comuni i ruoli elettivi e di nomina in rosa sono inferiori al 20 %. Come ogni anno la materia da discutere e mettere a fuoco per le lotte future non ci manca. Buon 8 Marzo a tutte e a tutti.