8x1000 alla Chiesa Valdese
"Giornalismo in carcere"
progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese
Tesseramento
Provinia di LivornoComune di LivornoComune di CollesalvettiForum DrogheMovimento dei Consumatori

ArciReport

12/09/2016 11:11
di Tommaso Beppi

Cento fiaccole per la pace, contro tutte le barbarie

Brutta cosa l’indifferenza! Senza bisogno di dover citare le parole sempre attuali di chi si scagliò verso coloro che di questo sentimento erano pervasi fino a odiarli possiamo affermare che oggi la liquidità dell’indifferenza sembra aver pervaso tutta la nostra società. Non necessariamente siamo più cattivi di ieri, certamente siamo più assuefatti alla barbarie che ci circonda. Ogni giorno veniamo a sapere di nuove orribili stragi di innocenti, di uomini trucidati, di bambini affogati nel Mediterraneo, di donne abusate e violentate, di ospedali e scuole bombardate, di persone costrette a emigrare, di ogni sorta di violenze, torture, sofferenze disumane. Vediamo diffondersi politiche e ideologie che violano i diritti umani, minacciano la democrazia, fomentano paure, accentuano divisioni e conflitti. Le poche, flebili fiammelle d’indignazione, di sussulto umano e civile, sono presto sedate dall’urgenza seguente e la scala di valori della nostra società sembra somigliare molto di più a una scala di prossimità delle tragedie. Di fronte a questa grave realtà, le reti organizzatrici della Marcia PerugiAssisi 2016 hanno deciso di compiere un gesto straordinario, inedito. Sabato 10 settembre marceranno di notte da Perugia ad Assisi. Non è un gesto dannunziano, è una risposta forte che vuole squarciare il velo di apatia e rassegnazione che rende la disumanità effetto collaterale e prodotto ineluttabile dei nostri tempi. Rappresentanti del mondo dell’associazionismo, dei sindacati, delle istituzioni, della chiesa, insieme a figure altamente rappresentative come Alex Zanotelli e don Luigi Ciotti, gruppi di rifugiati e richiedenti asilo, marceranno di notte, con le fiaccole accese, lungo un percorso di indubbio valore simbolico e con una grande storia alle spalle, fatta di rivendicazione dei diritti umani, di nonviolenza, di proposte concrete di alternativa ai conflitti. Una Marcia che vuole essere anche metafora dei tempi bui nei quali viviamo, senza punti di riferimento certi e con una strada da percorrere per niente illuminata. Come può tutto questo, a noi dell’Arci, non ricordare qualcosa? Abbiamo perso il ‘nostro’ Lampadiere, oramai tanti anni fa, ma non la memoria di ciò che è stato e ha fatto. Così è possibile che un centinaio di lampadieri si mettano in cammino per segnare la stessa strada che a distanza di un mese esatto e in pieno giorno sarà ripercorsa da una moltitudine di uomini, donne e bambini che non si arrendono all’imbarbarimento. L’Arci non potrebbe non esserci, sia alla Marcia di Notte del prossimo sabato sia alla PerugiAssisi del 9 ottobre, tutt’oggi riconosciuta come una tra le più importanti realtà associative della galassia pacifista del nostro Paese. Nelle prossime settimane i comitati e i circoli organizzeranno, insieme con le reti dell’associazionismo locale, mezzi comuni con i quali raggiungere Perugia per unirsi al corteo. Sabato qualche ora prima della partenza avremo anche il tempo di rivolgere il nostro pensiero alla tragedia accaduta poche settimane fa a poca distanza, con una cena di solidarietà alle popolazioni colpite dal sisma organizzata dall’Arci di Perugia in un circolo cittadino.

commenta

You must be logged in to post a comment.

ultime news

arcilivornoTV

Di Ornella Pucci coordinatrice nazionale Arci Politiche di genere

Quest’anno l’8 marzo coincide con i 70 anni della conquista in Italia del voto alle donne. Le recenti immagini dei visi gioiosi delle donne iraniane del primo suffragio al quale hanno partecipato credo ci abbiano ricordato come pratiche per noi scontate e diritti che dovrebbero essere universali, non lo sono affatto in gran parte del mondo. Vale la pena quindi approfittare di questo 8 marzo e viverlo come una occasione gioiosa per parlare dei nostri diritti, ricordando anche che 70 anni sono pochi e che in realtà in Italia il tempo in cui le donne non avevano diritto di voto è un tempo recente, anzi recentissimo. In Italia una donna che ha più di 70 anni è nata senza diritto di voto. È opportuno storicizzare per valorizzare il presente ma soprattutto per porre le condizioni di migliorare il futuro. Il 2 Febbraio 1945 in Italia entrò in vigore il suffragio universale esteso anche alle donne,un anno dopo, il 10 marzo 1946 votarono per la prima volta. A partire dal 1943 le donne assunsero un ruolo importante nella Resistenza italiana e quindi col procedere della liberazione entrava nel dibattito politico la questione del riconoscimento di pari diritti alla donna. Se ne fecero promotori Alcide De Gasperi (DC) e Palmiro Togliatti (PCI), nacque l’UDI (Unione donne Italiane) orientata a sinistra e il CIF (Centro Italiano Femminile) di posizioni cattoliche, entrambe queste associazioni promossero un opuscolo dal titolo Le donne Italiane hanno diritto di voto, scritto da Laura Lombardo Radice. Finalmente il 31 gennaio 1945 con il paese diviso e il nord ancora occupato dai tedeschi, il consiglio dei ministri presieduto da Bonomi emanò il decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne italiane, che entrò in vigore il 2/2/1945, mancava però il diritto di essere candidate e quindi l’equiparazione agli uomini. Le donne italiane dovettero aspettare un altro anno perché questo diritto venisse loro riconosciuto. Finalmente lo ottennero con un altro decreto del 10 Marzo 1946 che coincise con le elezioni amministrative, prima chiamata al voto del popolo femminile, nella quale un discreto numero di donne fu eletto nei consigli comunali. Successivamente parteciparono al voto dell’assemblea costituente (2 Giugno 1946) nella quale sedettero le prime parlamentari 9 DC, 9 PCI, 2 PSIUP e una dell’Uomo qualunque. Quindi il suffragio femminile è in Italia una conquista recente se si considera che i primi movimenti nacquero in Francia nel 1700. In Inghilterra dove nacque il movimento delle suffragette si arriva al suffragio femminile nel 1928, ma la prima nel mondo fu la nuova Zelanda nel 1893. Una conquista recente e difficile come difficile è stata la sua implementazione, basti pensare alla presenza delle donne nelle istituzioni, a tutt’oggi dal Quirinale in giù, passando per il Parlamento, i Ministeri, regioni e comuni i ruoli elettivi e di nomina in rosa sono inferiori al 20 %. Come ogni anno la materia da discutere e mettere a fuoco per le lotte future non ci manca. Buon 8 Marzo a tutte e a tutti.