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ArciReport Cultura Progetti Sociale

14/09/2016 17:50
di admin

La Cultura per la Ricostruzione, il Bibliobus dell’Arci.

Ci sono date che segnano la storia delle persone e delle comunità locali per sempre. Nella notte del 24 agosto un forte terremoto ha colpito il centro Italia fra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo provocando 295 morti e centinaia di feriti.  Nei giorni immediatamente successivi al terremoto, anche l’Arci si è mobilitata, mettendo a disposizione le proprie sedi nei territori colpiti per supporto e raccolta materiali e sensibilizzando i soci e i circoli Arci ad attivarsi con raccoltedi donazioni e fondi. Nel lungo periodo vorremmo che l’azione della nostra associazione si connotasse per un’attenzione alla ricostruzione delle comunità locali affinché non si disgreghino, promuovendo attività culturali e di socializzazione. L’intento della campagna La Cultura per la ricostruzione è quello di rivolgere una particolare attenzione all’infanzia e alla terza età, con l’obiettivo di favorire la ricostruzione di legami di comunità attraverso l’organizzazione di eventi, spettacoli, iniziative, cineforum, oltre che con l’attivazione del Bibliobus Arci. Il Bibliobus ha iniziato le sue attività come biblioteca itinerante all’indomani del sisma che colpì L’Aquila il 6 aprile 2009.
Il progetto si è sviluppato dall’incontro di realtà diverse, il Punto Einaudi dell’Aquila, la redazione della trasmissione Fahrenheit di Radio 3, il circolo Arci Querencia, il Comitato territoriale Arci L’Aquila, l’Arci Abruzzo, l’Arci Servizio Civile, l’AMA (Azienda Mobilità Urbana) de L’Aquila, e si è concretizzato grazie alla generosità di chi ha donato libri per le popolazioni terremotate. Da maggio a settembre 2009 un autobus ha distribuito nelle tendopoli sparse sul territorio comunale decine di migliaia di libri donati da tutta Italia, mentre un secondo bus è stato trasformato in biblioteca e sala di lettura e collocato nel Campo Centi Colella. Con l’aiuto di volontari e volontarie Arci venuti da ogni parte d’Italia, sono state organizzate anche reading, laboratori, spettacoli, incontri con autori. Alla fine del 2009, con la chiusura delle tendopoli, il Bibliobus ha proseguito la sua attività: dapprima in scuole, università, reparti ospedalieri, centri commerciali e nel corso di eventi socio-culturali; in seguito, in occasione del terremoto avvenuto in Emilia Romagna nel 2012, facendo varie tappe nei comuni delle Province di Modena e Ferrara colpiti dal sisma. Pensiamo che il bibliobus, girando nelle tendopoli di Lazio e Marche, porterà cultura e anche momenti di serenità. Promuoverà la lettura e distribuirà libri e riviste, nei comuni del sisma e ovunque venga richiesto. Crediamo nel potere ‘terapeutico’ del libro in situazioni di emergenza e   post-emergenza. Pensiamo che la condivisione della lettura possa contribuire ad alleggerire il trauma nella prima fase del terremoto, e a far sentire le persone meno sole quando l’emergenza lascerà il posto ad una condizione ordinaria di forte disagio sociale. Il Bibliobus itinerante e i libri potrebbero aiutarci ad arrivare in tutte le piccole frazioni colpite, raggiungendo anche i piccolissimi nuclei abitativi che spesso sono soli e isolati. Per rendere possibile l’attività del Bibliobus e far fronte alle spese abbiamo lanciato una campagna di crowdfunding. Chi volesse fare una donazione può cliccare al link https://www.produzionidalbasso.com/project/bibliobus-arci-la-cultura-per-la-ricostruzione/
Per contatti: crowdfunding@arci.it

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Di Ornella Pucci coordinatrice nazionale Arci Politiche di genere

Quest’anno l’8 marzo coincide con i 70 anni della conquista in Italia del voto alle donne. Le recenti immagini dei visi gioiosi delle donne iraniane del primo suffragio al quale hanno partecipato credo ci abbiano ricordato come pratiche per noi scontate e diritti che dovrebbero essere universali, non lo sono affatto in gran parte del mondo. Vale la pena quindi approfittare di questo 8 marzo e viverlo come una occasione gioiosa per parlare dei nostri diritti, ricordando anche che 70 anni sono pochi e che in realtà in Italia il tempo in cui le donne non avevano diritto di voto è un tempo recente, anzi recentissimo. In Italia una donna che ha più di 70 anni è nata senza diritto di voto. È opportuno storicizzare per valorizzare il presente ma soprattutto per porre le condizioni di migliorare il futuro. Il 2 Febbraio 1945 in Italia entrò in vigore il suffragio universale esteso anche alle donne,un anno dopo, il 10 marzo 1946 votarono per la prima volta. A partire dal 1943 le donne assunsero un ruolo importante nella Resistenza italiana e quindi col procedere della liberazione entrava nel dibattito politico la questione del riconoscimento di pari diritti alla donna. Se ne fecero promotori Alcide De Gasperi (DC) e Palmiro Togliatti (PCI), nacque l’UDI (Unione donne Italiane) orientata a sinistra e il CIF (Centro Italiano Femminile) di posizioni cattoliche, entrambe queste associazioni promossero un opuscolo dal titolo Le donne Italiane hanno diritto di voto, scritto da Laura Lombardo Radice. Finalmente il 31 gennaio 1945 con il paese diviso e il nord ancora occupato dai tedeschi, il consiglio dei ministri presieduto da Bonomi emanò il decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne italiane, che entrò in vigore il 2/2/1945, mancava però il diritto di essere candidate e quindi l’equiparazione agli uomini. Le donne italiane dovettero aspettare un altro anno perché questo diritto venisse loro riconosciuto. Finalmente lo ottennero con un altro decreto del 10 Marzo 1946 che coincise con le elezioni amministrative, prima chiamata al voto del popolo femminile, nella quale un discreto numero di donne fu eletto nei consigli comunali. Successivamente parteciparono al voto dell’assemblea costituente (2 Giugno 1946) nella quale sedettero le prime parlamentari 9 DC, 9 PCI, 2 PSIUP e una dell’Uomo qualunque. Quindi il suffragio femminile è in Italia una conquista recente se si considera che i primi movimenti nacquero in Francia nel 1700. In Inghilterra dove nacque il movimento delle suffragette si arriva al suffragio femminile nel 1928, ma la prima nel mondo fu la nuova Zelanda nel 1893. Una conquista recente e difficile come difficile è stata la sua implementazione, basti pensare alla presenza delle donne nelle istituzioni, a tutt’oggi dal Quirinale in giù, passando per il Parlamento, i Ministeri, regioni e comuni i ruoli elettivi e di nomina in rosa sono inferiori al 20 %. Come ogni anno la materia da discutere e mettere a fuoco per le lotte future non ci manca. Buon 8 Marzo a tutte e a tutti.