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É un’iniziativa a cura di Arci Solidarietà con il contributo di Cesvot- Bando sviluppo e promozione territoriale in collaborazione con la cooperativa sociale Brikke Brakke, Atelier delle Arti, Caritas e Cesdi.
Una performance che mescola: le parole immaginarie di Bakary Jobe, un giovane migrante che viene dal Gambia, i suoni del continente africano, non più così lontano, nelle mani di Mamadou Faty e Moussa Kulibally e l’azione coreografica di Chelo Zoppi.  Un gruppo di ragazzi e ragazze provenienti da Nigeria, Ghana, Gambia, Mali saranno i protagonisti di questa esibizione nella Canaviglia della Fortezza Vecchia di Livorno. Liberare i corpi e le voci in uno spazio cittadino che faccia risuonare i temi dell’accoglienza, della condivisione e della crescita di ognuno di noi attraverso la contaminazione di corpi in movimento e la partecipazione ad una azione collettiva. Una sorta di rito propiziatorio verso la liberazione, non solo, di popoli da sempre soggiogati dal dominio dell’ Occidente, ma anche di quei corpi, i nostri, rinchiusi nelle proprie case per paura della diversità.

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