8x1000 alla Chiesa Valdese
"Giornalismo in carcere"
progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese
Tesseramento
Provinia di LivornoComune di LivornoComune di CollesalvettiForum DrogheMovimento dei Consumatori

Politica locale

27/09/2016 10:15
di Patrizio Valenti

Una legge per prevenire e contrastare il cyberbullismo.

La Camera ha approvato la legge sul cyberbullismo. Un provvedimento necessario, dato che il fenomeno, favorito dalla crescente diffusione di dispositivi che consentono un facile accesso a internet e ai social network, è divenuto un rilevante problema sociale. La rete è ormai il mezzo prediletto con cui il bullo perseguita la sua vittima, deride, offende, minaccia, ricatta. Trasferito dalla realtà alla piazza virtuale, dove tutto è condiviso da tutti senza limiti di spazio e di tempo, il bullismo può avere conseguenze ancor più gravi, come confermano recenti fatti di cronaca. Il testo approvato dal Senato è stato rafforzato estendendo le finalità alla prevenzione e al contrasto non solo del cyberbullismo ma anche del bullismo in ogni sua manifestazione e definendo le specifiche condotte. Inoltre, ferma restando l’attenzione prioritaria alla tutela dei minori, la legge non è rivolta solo ai minori visto che sempre più spesso, soprattutto nella dimensione online, il fenomeno investe pure le relazioni fra adulti. Vengono rafforzati gli strumenti a tutela delle vittime di cyberbullismo, che potranno richiedere ai gestori di siti e piattaforme la rimozione dei contenuti lesivi. Se entro 48 ore i responsabili non saranno intervenuti, ci si potrà rivolgere al Garante per la protezione dei dati personali che provvederà direttamente ai sensi del codice della privacy. I gestori dei siti dovranno anche dotarsi di specifiche procedure per recepire e gestire le istanze di rimozione e darne adeguata informazione agli utenti. Presso la Presidenza del Consiglio è istituito un tavolo tecnico col compito di predisporre il piano d’azione integrato per la prevenzione e il contrasto di bullismo e cyberbullismo, monitorare l’evoluzione del fenomeno, predisporre un codice di regolamentazione per i fornitori di servizi internet, realizzare campagne pubbliche di sensibilizzazione e presentare una relazione annuale al Parlamento. Alla scuola è affidato un ruolo centrale nella strategia di prevenzione e contrasto. Sono previsti la formazione specifica dei docenti, l’individuazione di un referente in ogni istituto, il coinvolgimento degli studenti, iniziative con la Polizia Postale e le associazioni del territorio, l’educazione all’uso responsabile della rete. In caso di atti di bullismo il preside dovrà coinvolgere le famiglie e i servizi socio educativi, coi quali attivare percorsi di assistenza alle vittime e accompagnamento rieducativo dei bulli. Infine, ogni istituto prevederà nel regolamento specifiche sanzioni disciplinari ispirate alla funzione rieducativa. Sulla materia penale, la legge prevede la possibilità di ammonimento del questore al fine di evitare procedimenti penali e aggiorna l’articolo 612bis (stalking) aggiungendo la fattispecie specifica di atti persecutori commessi mediante strumenti informatici o telematici. Un approccio equilibrato, senza inutili derive repressive o colpevoli sottovalutazioni, che privilegia le misure a tutela e protezione delle vittime e soprattutto il ruolo decisivo della prevenzione e dell’educazione all’uso consapevole della rete. Ora, modificato dalla Camera, il testo tornerà al Senato per l’approvazione definitiva.

commenta

You must be logged in to post a comment.

ultime news

arcilivornoTV

Di Ornella Pucci coordinatrice nazionale Arci Politiche di genere

Quest’anno l’8 marzo coincide con i 70 anni della conquista in Italia del voto alle donne. Le recenti immagini dei visi gioiosi delle donne iraniane del primo suffragio al quale hanno partecipato credo ci abbiano ricordato come pratiche per noi scontate e diritti che dovrebbero essere universali, non lo sono affatto in gran parte del mondo. Vale la pena quindi approfittare di questo 8 marzo e viverlo come una occasione gioiosa per parlare dei nostri diritti, ricordando anche che 70 anni sono pochi e che in realtà in Italia il tempo in cui le donne non avevano diritto di voto è un tempo recente, anzi recentissimo. In Italia una donna che ha più di 70 anni è nata senza diritto di voto. È opportuno storicizzare per valorizzare il presente ma soprattutto per porre le condizioni di migliorare il futuro. Il 2 Febbraio 1945 in Italia entrò in vigore il suffragio universale esteso anche alle donne,un anno dopo, il 10 marzo 1946 votarono per la prima volta. A partire dal 1943 le donne assunsero un ruolo importante nella Resistenza italiana e quindi col procedere della liberazione entrava nel dibattito politico la questione del riconoscimento di pari diritti alla donna. Se ne fecero promotori Alcide De Gasperi (DC) e Palmiro Togliatti (PCI), nacque l’UDI (Unione donne Italiane) orientata a sinistra e il CIF (Centro Italiano Femminile) di posizioni cattoliche, entrambe queste associazioni promossero un opuscolo dal titolo Le donne Italiane hanno diritto di voto, scritto da Laura Lombardo Radice. Finalmente il 31 gennaio 1945 con il paese diviso e il nord ancora occupato dai tedeschi, il consiglio dei ministri presieduto da Bonomi emanò il decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne italiane, che entrò in vigore il 2/2/1945, mancava però il diritto di essere candidate e quindi l’equiparazione agli uomini. Le donne italiane dovettero aspettare un altro anno perché questo diritto venisse loro riconosciuto. Finalmente lo ottennero con un altro decreto del 10 Marzo 1946 che coincise con le elezioni amministrative, prima chiamata al voto del popolo femminile, nella quale un discreto numero di donne fu eletto nei consigli comunali. Successivamente parteciparono al voto dell’assemblea costituente (2 Giugno 1946) nella quale sedettero le prime parlamentari 9 DC, 9 PCI, 2 PSIUP e una dell’Uomo qualunque. Quindi il suffragio femminile è in Italia una conquista recente se si considera che i primi movimenti nacquero in Francia nel 1700. In Inghilterra dove nacque il movimento delle suffragette si arriva al suffragio femminile nel 1928, ma la prima nel mondo fu la nuova Zelanda nel 1893. Una conquista recente e difficile come difficile è stata la sua implementazione, basti pensare alla presenza delle donne nelle istituzioni, a tutt’oggi dal Quirinale in giù, passando per il Parlamento, i Ministeri, regioni e comuni i ruoli elettivi e di nomina in rosa sono inferiori al 20 %. Come ogni anno la materia da discutere e mettere a fuoco per le lotte future non ci manca. Buon 8 Marzo a tutte e a tutti.