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ArciReport

30/09/2016 12:24
di Patrizio Valenti

Dal 30 settembre al 2 ottobre il mondo si dà appuntamento a Ferrara

Torna dal 30 settembre al 2 ottobre Internazionale a Ferrara, il festival di giornalismo organizzato dal settimanale Internazionale, giunto alla decima edizione. Oltre 240 ospiti provenienti da 31 paesi e da 5 continenti per 250 ore di programmazione e 120 incontri. Filo conduttore di questa edizione è il coraggio: i grandi ospiti da tutto il mondo si interrogheranno su come rispondere con più diritti alla paura dell’altro, governare senza timori le nuove sfide e come costruire un nuovo patto di convivenza sociale. Al festival si discuterà dell’ascesa dei movimenti populisti in Europa e negli Stati Uniti, in un incontro con David Rieff, giornalista statunitense, Jonathan Freedland, del Guardian, e l’ex direttrice di Le Monde e ora editorialista del Guardian Natalie Nougayrède. Anche quest’anno non mancherà lo sguardo dei corrispondenti stranieri Eric Jozsef di Libération, Tom Kington di The Times e Regina Krieger, Handelsblatt. Si parlerà senza tabù anche di argomenti più leggeri, ma socialmente rilevanti. Per questo ci sarà Dan Savage, il dissacrante giornalista americano famoso per i suoi consigli sessuali e per la sua rubrica Savage love tradotta in tutto il mondo e pubblicata in Italia su Internazionale, che parlerà di sesso senza tabù con Claudio Rossi Marcelli di Internazionale e sarà intervistato dai ragazzi delle scuole superiori di Ferrara su omofobia e bullismo. E visto che la felicità va di pari passo con il coraggio, il giornalista del Guardian Oliver Burkeman svelerà i trucchi per vivere meglio. E poi, nell’anno della candidatura di Hillary Clinton alla Casa Bianca, grande attenzione sarà dedicata alle donne in politica e alle discriminazioni di genere. Ospiti del festival saranno, tra le altre, Rebecca Traister, giornalista e scrittrice, Katha Pollit, poetessa e saggista femminista, Elaine Díaz, Periodismo de Barrio, Julia Cage, economista francese, Hu Shuli, direttrice di Caixin Media e più volte inserita da Foreign Policity tra i 100 pensatori più importanti del mondo. Si rinnova l’appuntamento con il Premio per il giornalismo d’inchiesta Anna Politkovskaja e con le rassegne da Mondocinema a Mondoascolti; quest’anno al festival anche la mostra del World Press Photo. E ancora, sarà analizzato il profilo dei nuovi jihadisti europei con Farhad Khosrokhavar, sociologo iraniano e direttore dell’École des hautes études en sciences sociales di Parigi, Olivier Roy, professore di Scienze politiche francese e massimo esperto di Islam, Alessandro Orsini, direttore dell’Osservatorio sulla sicurezza internazionale dell’università Luiss ‘Guido Carli’, e il giornalista Corrado Formigli. Internazionale a Ferrara è promosso da Internazionale, Comune di Ferrara, Università di Ferrara, Regione Emilia Romagna, Ferrara terra e acqua, Città Teatro, Arci Ferrara, Progetto Poimero, Comune di Cento e Associazione IF.

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Di Ornella Pucci coordinatrice nazionale Arci Politiche di genere

Quest’anno l’8 marzo coincide con i 70 anni della conquista in Italia del voto alle donne. Le recenti immagini dei visi gioiosi delle donne iraniane del primo suffragio al quale hanno partecipato credo ci abbiano ricordato come pratiche per noi scontate e diritti che dovrebbero essere universali, non lo sono affatto in gran parte del mondo. Vale la pena quindi approfittare di questo 8 marzo e viverlo come una occasione gioiosa per parlare dei nostri diritti, ricordando anche che 70 anni sono pochi e che in realtà in Italia il tempo in cui le donne non avevano diritto di voto è un tempo recente, anzi recentissimo. In Italia una donna che ha più di 70 anni è nata senza diritto di voto. È opportuno storicizzare per valorizzare il presente ma soprattutto per porre le condizioni di migliorare il futuro. Il 2 Febbraio 1945 in Italia entrò in vigore il suffragio universale esteso anche alle donne,un anno dopo, il 10 marzo 1946 votarono per la prima volta. A partire dal 1943 le donne assunsero un ruolo importante nella Resistenza italiana e quindi col procedere della liberazione entrava nel dibattito politico la questione del riconoscimento di pari diritti alla donna. Se ne fecero promotori Alcide De Gasperi (DC) e Palmiro Togliatti (PCI), nacque l’UDI (Unione donne Italiane) orientata a sinistra e il CIF (Centro Italiano Femminile) di posizioni cattoliche, entrambe queste associazioni promossero un opuscolo dal titolo Le donne Italiane hanno diritto di voto, scritto da Laura Lombardo Radice. Finalmente il 31 gennaio 1945 con il paese diviso e il nord ancora occupato dai tedeschi, il consiglio dei ministri presieduto da Bonomi emanò il decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne italiane, che entrò in vigore il 2/2/1945, mancava però il diritto di essere candidate e quindi l’equiparazione agli uomini. Le donne italiane dovettero aspettare un altro anno perché questo diritto venisse loro riconosciuto. Finalmente lo ottennero con un altro decreto del 10 Marzo 1946 che coincise con le elezioni amministrative, prima chiamata al voto del popolo femminile, nella quale un discreto numero di donne fu eletto nei consigli comunali. Successivamente parteciparono al voto dell’assemblea costituente (2 Giugno 1946) nella quale sedettero le prime parlamentari 9 DC, 9 PCI, 2 PSIUP e una dell’Uomo qualunque. Quindi il suffragio femminile è in Italia una conquista recente se si considera che i primi movimenti nacquero in Francia nel 1700. In Inghilterra dove nacque il movimento delle suffragette si arriva al suffragio femminile nel 1928, ma la prima nel mondo fu la nuova Zelanda nel 1893. Una conquista recente e difficile come difficile è stata la sua implementazione, basti pensare alla presenza delle donne nelle istituzioni, a tutt’oggi dal Quirinale in giù, passando per il Parlamento, i Ministeri, regioni e comuni i ruoli elettivi e di nomina in rosa sono inferiori al 20 %. Come ogni anno la materia da discutere e mettere a fuoco per le lotte future non ci manca. Buon 8 Marzo a tutte e a tutti.