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Politica locale

07/10/2016 10:01
di Patrizio Valenti

Approda in Italia il 23 ottobre l’Odissea delle Alternative

Dal 7 al 18 novembre a Marrakech in Marocco si terrà la COP22, la conferenza ONU sul cambio climatico. Lo si farà in un paese africano e mediterraneo, due regioni che pagano già oggi un prezzo altissimo al riscaldamento globale. Siccità, perdita di terreni coltivabili, desertificazione, salinizzazione delle falde acquifere, scarsità di acqua dolce, riscaldamento del mare, sconvolgimento della vita marina, e fenomeni climatici estremi già devastano l’Africa sub-sahariana e il Mediterraneo, compresa l’Italia. Intorno al mare che potrebbe essere fonte di benessere e di futuro per tutti i paesi rivieraschi, crescono invece la povertà, la disoccupazione, l’intolleranza, le tensioni, le guerre e la violenza, gli integralismi violenti. E trovano la morte centinaia di migliaia di migranti, in fuga dalla guerra e dalla fame. Non è colpa della natura. È il risultato di un governo del mondo fondato sul dominio e sullo sfruttamento, a spese della maggioranza delle persone e della natura. Le alternative esistono, bisogna unire le forze. La situazione potrebbe migliorare in poco tempo se si investissero risorse per una grande transizione verso un mondo più giusto. Un altro modo di vivere, di produrre e di convivere non arriverà come un regalo dal cielo, ma solo se chi sperimenta ogni giorno le alternative possibili unirà le forze. L’Odissea delle Alternative partirà il 10 ottobre da Barcellona. Sarà una flottiglia organizzata da associazioni, sindacati, movimenti delle due sponde del Mediterraneo. L’Odissea toccherà la Francia, l’Italia, la Tunisia, l’Algeria e arriverà in Marocco prima dell’inizio della COP22. In Italia l’Odissea arriverà il 23 ottobre, a Porto Torres. L’arrivo dell’Odissea sarà l’occasione per una festa popolare e un incontro degli attori delle alternative per il clima, la giustizia sociale, il lavoro, l’accoglienza, la pace. In una comunità e in una isola, la Sardegna, che soffrono drammaticamente la crisi di uno sviluppo imposto e sbagliato, ma contengono anche le risorse di un altro modello possibile. Nei giorni successivi si terranno altre tappe italiane dell’Odisseadelle Alternative nei territori che vorranno partecipare. L’Odissea delle Alternative è un’iniziativa che si svolge nell’ambito della mobilitazione nazionale e internazionale in occasione della COP. Alla vigilia della COP, in Italia sono in programma le due giornate di mobilitazione nazionale coordinate dalla Coalizione per il Clima, la grande rete unitaria italiana impegnata per la giustizia climatica. E a Marrakech, nei giorni della COP, un grande incontro internazionale della società riunirà associazioni, sindacati, movimenti, esperienze territoriali e di base che costruiscono ogni giorno, con la loro azione, un mondo diverso e più giusto. Le prime adesioni italiane all’Odissea delle Alternative stanno arrivando e già diverse associazioni hanno deciso di partecipare: Coalizione Clima, Rete per la Pace, Arci, CGIL, Legambiente, Rete della Conoscenza. www.odysseeibnbattuta.org

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Di Ornella Pucci coordinatrice nazionale Arci Politiche di genere

Quest’anno l’8 marzo coincide con i 70 anni della conquista in Italia del voto alle donne. Le recenti immagini dei visi gioiosi delle donne iraniane del primo suffragio al quale hanno partecipato credo ci abbiano ricordato come pratiche per noi scontate e diritti che dovrebbero essere universali, non lo sono affatto in gran parte del mondo. Vale la pena quindi approfittare di questo 8 marzo e viverlo come una occasione gioiosa per parlare dei nostri diritti, ricordando anche che 70 anni sono pochi e che in realtà in Italia il tempo in cui le donne non avevano diritto di voto è un tempo recente, anzi recentissimo. In Italia una donna che ha più di 70 anni è nata senza diritto di voto. È opportuno storicizzare per valorizzare il presente ma soprattutto per porre le condizioni di migliorare il futuro. Il 2 Febbraio 1945 in Italia entrò in vigore il suffragio universale esteso anche alle donne,un anno dopo, il 10 marzo 1946 votarono per la prima volta. A partire dal 1943 le donne assunsero un ruolo importante nella Resistenza italiana e quindi col procedere della liberazione entrava nel dibattito politico la questione del riconoscimento di pari diritti alla donna. Se ne fecero promotori Alcide De Gasperi (DC) e Palmiro Togliatti (PCI), nacque l’UDI (Unione donne Italiane) orientata a sinistra e il CIF (Centro Italiano Femminile) di posizioni cattoliche, entrambe queste associazioni promossero un opuscolo dal titolo Le donne Italiane hanno diritto di voto, scritto da Laura Lombardo Radice. Finalmente il 31 gennaio 1945 con il paese diviso e il nord ancora occupato dai tedeschi, il consiglio dei ministri presieduto da Bonomi emanò il decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne italiane, che entrò in vigore il 2/2/1945, mancava però il diritto di essere candidate e quindi l’equiparazione agli uomini. Le donne italiane dovettero aspettare un altro anno perché questo diritto venisse loro riconosciuto. Finalmente lo ottennero con un altro decreto del 10 Marzo 1946 che coincise con le elezioni amministrative, prima chiamata al voto del popolo femminile, nella quale un discreto numero di donne fu eletto nei consigli comunali. Successivamente parteciparono al voto dell’assemblea costituente (2 Giugno 1946) nella quale sedettero le prime parlamentari 9 DC, 9 PCI, 2 PSIUP e una dell’Uomo qualunque. Quindi il suffragio femminile è in Italia una conquista recente se si considera che i primi movimenti nacquero in Francia nel 1700. In Inghilterra dove nacque il movimento delle suffragette si arriva al suffragio femminile nel 1928, ma la prima nel mondo fu la nuova Zelanda nel 1893. Una conquista recente e difficile come difficile è stata la sua implementazione, basti pensare alla presenza delle donne nelle istituzioni, a tutt’oggi dal Quirinale in giù, passando per il Parlamento, i Ministeri, regioni e comuni i ruoli elettivi e di nomina in rosa sono inferiori al 20 %. Come ogni anno la materia da discutere e mettere a fuoco per le lotte future non ci manca. Buon 8 Marzo a tutte e a tutti.