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ArciReport

11/10/2016 10:28
di Marcelo Letona

A Reggio Emilia la Mostra mercato del Fumetto il 3 e 4 dicembre

Torna, come da tradizione da oltre 25 anni, la Mostra mercato del Fumetto di Reggio Emilia. Giunta alla sua 57a edizione, la kermesse fumettistica reggiana è come sempre organizzata dall’Anafi (Associazione Nazionale Amici del Fumetto e dell’Illustrazione) e dall’Arci di Reggio Emilia nei padiglioni delle Fiere di Reggio, nell’ambito della 28a edizione di Cambi & Scambi, fiera reggiana del collezionismo. La Mostra mercato del Fumetto di Reggio Emilia è comunemente riconosciuta come il paradiso per tutti coloro che collezionano e scambiano albi, giornalini, riviste, fascicoli di un tempo, il cosiddetto ‘fumetto antiquario’. È per questo motivo che a Reggio in occasioni come questa convergono i collezionisti da tutta Italia, visto che si tratta di uno straordinario e – ormai nel nostro Paese – unico momento di incontro di domanda e offerta di piccoli tesori, preziosi per ognuno in modo diverso, a seconda anche del significato e dei ricordi, delle emozioni che essi suscitano in tutti gli amanti di questo settore di quella che Hugo Pratt chiamava ‘letteratura disegnata’. In questa mostra si possono trovare fumetti e serie complete ormai introvabili altrove, grazie alla presenza di circa 150 fra espositori e collezionisti privati, con numerose case editrici amatoriali che stampano, o ristampano, le avventure degli eroi popolari del periodo ante e dopoguerra, come Tex, Zagor, Capitan Miki, Blek Macigno, il Piccolo Sceriffo, e altri ancora, ma anche naturalmente, gli eroi di carta più recenti, come Dylan Dog o Nathan Never, Orfani o The Walking Dead, i manga e i supereroi, gadget e miniature 3D. Nell’ambito delle due giornate, grande protagonista della rassegna sarà Herdi Paolo Gallinari Arci Reggio Emilia mann (Hermann Huppen), uno dei grandi maestri del fumetto europeo e mondiale, ospite speciale che sbarca a Reggio dopo aver vinto nel gennaio scorso il Grand Prix d’Angoulême, ovvero l’Oscar europeo del fumetto. Altri graditi ospiti: Alfredo Castelli, il ‘papà’ di Martin Mystère, Marco Verni, uno dei principali disegnatori di Zagor (dopo la scomparsa di Gallieno Ferri), Gianni Freghieri (storica firma di Dylan Dog, personaggio che proprio in questi giorni ‘compie’ 30 anni) e altri ancora.Oltre ai numerosi espositori collezionisti privati, e ai negozi specializzati, anche la mostra di quest’anno si caratterizza per un’importante rappresentanza di piccole ma agguerrite case editrici che producono fumetti italiani e stranieri: come ReNoir e Nona Arte, 001 e Allagalla, Mencaroni e Fumo di China, Mercury e Grifo, Nicola Pesce Editore e Cosmo, per non parlare di significative associazioni come lo storico GAF di Firenze o Cronaca di Topolinia di Torino.

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Di Ornella Pucci coordinatrice nazionale Arci Politiche di genere

Quest’anno l’8 marzo coincide con i 70 anni della conquista in Italia del voto alle donne. Le recenti immagini dei visi gioiosi delle donne iraniane del primo suffragio al quale hanno partecipato credo ci abbiano ricordato come pratiche per noi scontate e diritti che dovrebbero essere universali, non lo sono affatto in gran parte del mondo. Vale la pena quindi approfittare di questo 8 marzo e viverlo come una occasione gioiosa per parlare dei nostri diritti, ricordando anche che 70 anni sono pochi e che in realtà in Italia il tempo in cui le donne non avevano diritto di voto è un tempo recente, anzi recentissimo. In Italia una donna che ha più di 70 anni è nata senza diritto di voto. È opportuno storicizzare per valorizzare il presente ma soprattutto per porre le condizioni di migliorare il futuro. Il 2 Febbraio 1945 in Italia entrò in vigore il suffragio universale esteso anche alle donne,un anno dopo, il 10 marzo 1946 votarono per la prima volta. A partire dal 1943 le donne assunsero un ruolo importante nella Resistenza italiana e quindi col procedere della liberazione entrava nel dibattito politico la questione del riconoscimento di pari diritti alla donna. Se ne fecero promotori Alcide De Gasperi (DC) e Palmiro Togliatti (PCI), nacque l’UDI (Unione donne Italiane) orientata a sinistra e il CIF (Centro Italiano Femminile) di posizioni cattoliche, entrambe queste associazioni promossero un opuscolo dal titolo Le donne Italiane hanno diritto di voto, scritto da Laura Lombardo Radice. Finalmente il 31 gennaio 1945 con il paese diviso e il nord ancora occupato dai tedeschi, il consiglio dei ministri presieduto da Bonomi emanò il decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne italiane, che entrò in vigore il 2/2/1945, mancava però il diritto di essere candidate e quindi l’equiparazione agli uomini. Le donne italiane dovettero aspettare un altro anno perché questo diritto venisse loro riconosciuto. Finalmente lo ottennero con un altro decreto del 10 Marzo 1946 che coincise con le elezioni amministrative, prima chiamata al voto del popolo femminile, nella quale un discreto numero di donne fu eletto nei consigli comunali. Successivamente parteciparono al voto dell’assemblea costituente (2 Giugno 1946) nella quale sedettero le prime parlamentari 9 DC, 9 PCI, 2 PSIUP e una dell’Uomo qualunque. Quindi il suffragio femminile è in Italia una conquista recente se si considera che i primi movimenti nacquero in Francia nel 1700. In Inghilterra dove nacque il movimento delle suffragette si arriva al suffragio femminile nel 1928, ma la prima nel mondo fu la nuova Zelanda nel 1893. Una conquista recente e difficile come difficile è stata la sua implementazione, basti pensare alla presenza delle donne nelle istituzioni, a tutt’oggi dal Quirinale in giù, passando per il Parlamento, i Ministeri, regioni e comuni i ruoli elettivi e di nomina in rosa sono inferiori al 20 %. Come ogni anno la materia da discutere e mettere a fuoco per le lotte future non ci manca. Buon 8 Marzo a tutte e a tutti.