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ArciReport

24/10/2016 10:02
di Marcelo Letona

L’Arci si mobilita per il NO

Iniziative e appuntamenti di circoli e comitati in vista del referendum del 4 dicembre

C’è chi dice no Arci Ecoinformazioni ha realizzato lo spot video C’è chi dice no per la Campagna di Anpi e Arci Lombardia per il No al referendum costituzionale. Con questo spot l’Arci e l’Anpi Lombardia riassumono le ragioni che hanno indotto la più grande associazione italiana e i custodi dei valori della Resistenza a impegnarsi per il No per difendere la Costituzione che è patrimonio dell’intero paese. Patrimonio attaccato da una riforma sbagliata che risulta inefficiente, che divide, complicata, pericolosa e ambigua. Video su www.arcilecco.it Le ragioni del sì e del no al referendum costituzionale Venerdì 21 ottobre alle 21 il circolo Arci Faliero Pucci di Ponte a Mensola (Firenze) promuove l’incontro Le ragioni del sì e del no al referendum costituzionale. Per il sì interverrà la professoressa Cristina Grisolia, per il no il professor Augusto Cacopardo. Partecipazione riservata ai soci Arci. Il NO c’è! Il 22 ottobre dalle 17 alle 20 il comitato Arci Lecce sarà in Corso Vittorio Emanuele a Lecce per manifestare l’impegno per il no al referendum costituzionale del 4 dicembre. «Lo faremo con allegria e spontaneità, consegnando a ogni passante una noce e un volantino con le nostre ragioni – si legge in una nota – pensiamo che questa sia una cattiva riforma, che accentua le difficoltà delle istituzioni pubbliche e della politica, accrescendo la distanza tra questi e i cittadini e le cittadine, con effetti negativi sul futuro del Paese». Perché no? Perché sì? Domenica 23 ottobre alle ore 21,30 il circolo Arci di Brusciana, in collaborazione con l’Arci Empolese Valdelsa, organizza un incontro pubblico di confronto sul referendum costituzionale dal titolo Perchè no? Perchè sì? Percorsi di conoscenza della riforma costituzionale. Le ragioni del sì e quelle del no verranno discusse e dibattute da Alessio Mantellassi, responsabile del Comitato per il sì di Empoli, e da Roberto Franchini, presidente dell’Anpi Sezione di Empoli. Modera Chiara Salvadori, presidente dell’Arci Empolese Valdelsa. Si stanno costituendo Comitati per il no in tutta Italia, tra gli altri:

● Noi No Stabia a Castellammare di Stabia (NA) promosso da SEL, Anpi, Arci, Rifondazione Comunista, Don’t give up Ecologisti & Civici di Stabia, che dà appuntamento a tutti i cittadini domenica 23 ottobre, dalle 10 alle 13, in villa comunale, per la distribuzione di materiale informativo;

● #CrispiaNO, che si presenterà in un’assemblea pubblica a Crispiano (TA) presso il circolo Arci Crispiano il prossimo lunedì 24 ottobre alle ore 20;

● Io voto NO, promosso dalla Sezione Anpi di Fondi e dall’Arci Murales; ● Comitato per il NO al referendum costituzionale – Bassano Romano, che si è presentato sabato 15 ottobre in un’assemblea pubblica, a cui hanno partecipato la professoressa Giovanna Montella, docente di diritto pubblico comparato alla Sapienza, e Enrico Mezzetti, Presidente del comitato provinciale Anpi Viterbo.

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Di Ornella Pucci coordinatrice nazionale Arci Politiche di genere

Quest’anno l’8 marzo coincide con i 70 anni della conquista in Italia del voto alle donne. Le recenti immagini dei visi gioiosi delle donne iraniane del primo suffragio al quale hanno partecipato credo ci abbiano ricordato come pratiche per noi scontate e diritti che dovrebbero essere universali, non lo sono affatto in gran parte del mondo. Vale la pena quindi approfittare di questo 8 marzo e viverlo come una occasione gioiosa per parlare dei nostri diritti, ricordando anche che 70 anni sono pochi e che in realtà in Italia il tempo in cui le donne non avevano diritto di voto è un tempo recente, anzi recentissimo. In Italia una donna che ha più di 70 anni è nata senza diritto di voto. È opportuno storicizzare per valorizzare il presente ma soprattutto per porre le condizioni di migliorare il futuro. Il 2 Febbraio 1945 in Italia entrò in vigore il suffragio universale esteso anche alle donne,un anno dopo, il 10 marzo 1946 votarono per la prima volta. A partire dal 1943 le donne assunsero un ruolo importante nella Resistenza italiana e quindi col procedere della liberazione entrava nel dibattito politico la questione del riconoscimento di pari diritti alla donna. Se ne fecero promotori Alcide De Gasperi (DC) e Palmiro Togliatti (PCI), nacque l’UDI (Unione donne Italiane) orientata a sinistra e il CIF (Centro Italiano Femminile) di posizioni cattoliche, entrambe queste associazioni promossero un opuscolo dal titolo Le donne Italiane hanno diritto di voto, scritto da Laura Lombardo Radice. Finalmente il 31 gennaio 1945 con il paese diviso e il nord ancora occupato dai tedeschi, il consiglio dei ministri presieduto da Bonomi emanò il decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne italiane, che entrò in vigore il 2/2/1945, mancava però il diritto di essere candidate e quindi l’equiparazione agli uomini. Le donne italiane dovettero aspettare un altro anno perché questo diritto venisse loro riconosciuto. Finalmente lo ottennero con un altro decreto del 10 Marzo 1946 che coincise con le elezioni amministrative, prima chiamata al voto del popolo femminile, nella quale un discreto numero di donne fu eletto nei consigli comunali. Successivamente parteciparono al voto dell’assemblea costituente (2 Giugno 1946) nella quale sedettero le prime parlamentari 9 DC, 9 PCI, 2 PSIUP e una dell’Uomo qualunque. Quindi il suffragio femminile è in Italia una conquista recente se si considera che i primi movimenti nacquero in Francia nel 1700. In Inghilterra dove nacque il movimento delle suffragette si arriva al suffragio femminile nel 1928, ma la prima nel mondo fu la nuova Zelanda nel 1893. Una conquista recente e difficile come difficile è stata la sua implementazione, basti pensare alla presenza delle donne nelle istituzioni, a tutt’oggi dal Quirinale in giù, passando per il Parlamento, i Ministeri, regioni e comuni i ruoli elettivi e di nomina in rosa sono inferiori al 20 %. Come ogni anno la materia da discutere e mettere a fuoco per le lotte future non ci manca. Buon 8 Marzo a tutte e a tutti.