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26/01/2017 00:43
di Paoli

Venerdì 27 gennaio inaugura la CiclOfficina Contropedale dell’Arci gestita dai richiedenti asilo

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La CiclOfficina Contropedale è pronta ad iniziare il suo viaggio all’insegna dell’inclusione e della promozione del riciclo e della sostenibilità. L’inaugurazione dell’officina è prevista per venerdì 27 gennaio alle ore 12, in Piazza Garibaldi 24. Il progetto della CiclOfficina a cura di Arci Solidarietà Livorno e promossa dal Comune di Livorno all’interno del Tavolo Giovani, unirà i giovani richiedenti asilo inseriti all’interno del progetto di accoglienza e gli operatori di Arci Solidarietà, che insieme ai richiedenti asilo daranno vita ad un laboratorio di ciclo riparazioni per dare una nuova possibilità di vita ai rottami abbandonati. L’ottica con cui è nato questo progetto è quella dell’inclusione, delle persone e dei materiali, niente è abbandonato, niente è senza speranza, niente è rifiutato, ma a tutto e a tutti è data una possibilità creativa nuova, un foglio bianco su cui scrivere una storia pronta a cominciare. I giovani richiedenti asilo lavoreranno solo con materiali usati donati liberamente da chi vorrà contribuire a questo progetto e le nuove biciclette che saranno prodotte, saranno vendute con un’asta pubblica a prezzi popolari, una volta al mese. L’intero ricavato delle aste popolari della CiclOfficina sarà destinato al mantenimento dell’attività stessa e non avrà fini di lucro. Un altro laboratorio che si intreccia a quello della CiclOfficina è quello di Gattabuia, laboratorio di sovrastampa digitale curato dai soggetti in misura alternativa alla detenzione, che produrrà gadget dedicati al progetto: borsine, felpe, magliette, spille. Molti livornesi hanno dato il proprio contributo già nei giorni precedenti all’inaugurazione, regalando biciclette, copertoni, attrezzi, camere d’aria, per far muovere i primi passi alla CiclOfficina. L’attività darà vita ad uno spazio sociale innovativo per i giovani richiedenti asilo, come luogo in cui verranno mescolate non solo le storie dei partecipanti, ma anche le competenze artigiane, il sapere dei mestieri, con l’intento di creare un vero e proprio laboratorio aperto e un luogo di ritrovo che metta al centro la socialità e la solidarietà. All’inaugurazione della CiclOfficina Contropedale interverranno il Presidente di Arci Livorno Marco Solimano, il presidente Arci Toscana Gianluca Mengozzi, responsabile nazionale Arci per accoglienza profughi Walter Massa, Filippo Miraglia, vice presidente nazionale e responsabile Arci Immigrazione, autore di “Rifugiati. Conversazioni su frontiere, politica e diritti”.

Pagina Facebook: CiclOfficina ControPedale

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Di Ornella Pucci coordinatrice nazionale Arci Politiche di genere

Quest’anno l’8 marzo coincide con i 70 anni della conquista in Italia del voto alle donne. Le recenti immagini dei visi gioiosi delle donne iraniane del primo suffragio al quale hanno partecipato credo ci abbiano ricordato come pratiche per noi scontate e diritti che dovrebbero essere universali, non lo sono affatto in gran parte del mondo. Vale la pena quindi approfittare di questo 8 marzo e viverlo come una occasione gioiosa per parlare dei nostri diritti, ricordando anche che 70 anni sono pochi e che in realtà in Italia il tempo in cui le donne non avevano diritto di voto è un tempo recente, anzi recentissimo. In Italia una donna che ha più di 70 anni è nata senza diritto di voto. È opportuno storicizzare per valorizzare il presente ma soprattutto per porre le condizioni di migliorare il futuro. Il 2 Febbraio 1945 in Italia entrò in vigore il suffragio universale esteso anche alle donne,un anno dopo, il 10 marzo 1946 votarono per la prima volta. A partire dal 1943 le donne assunsero un ruolo importante nella Resistenza italiana e quindi col procedere della liberazione entrava nel dibattito politico la questione del riconoscimento di pari diritti alla donna. Se ne fecero promotori Alcide De Gasperi (DC) e Palmiro Togliatti (PCI), nacque l’UDI (Unione donne Italiane) orientata a sinistra e il CIF (Centro Italiano Femminile) di posizioni cattoliche, entrambe queste associazioni promossero un opuscolo dal titolo Le donne Italiane hanno diritto di voto, scritto da Laura Lombardo Radice. Finalmente il 31 gennaio 1945 con il paese diviso e il nord ancora occupato dai tedeschi, il consiglio dei ministri presieduto da Bonomi emanò il decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne italiane, che entrò in vigore il 2/2/1945, mancava però il diritto di essere candidate e quindi l’equiparazione agli uomini. Le donne italiane dovettero aspettare un altro anno perché questo diritto venisse loro riconosciuto. Finalmente lo ottennero con un altro decreto del 10 Marzo 1946 che coincise con le elezioni amministrative, prima chiamata al voto del popolo femminile, nella quale un discreto numero di donne fu eletto nei consigli comunali. Successivamente parteciparono al voto dell’assemblea costituente (2 Giugno 1946) nella quale sedettero le prime parlamentari 9 DC, 9 PCI, 2 PSIUP e una dell’Uomo qualunque. Quindi il suffragio femminile è in Italia una conquista recente se si considera che i primi movimenti nacquero in Francia nel 1700. In Inghilterra dove nacque il movimento delle suffragette si arriva al suffragio femminile nel 1928, ma la prima nel mondo fu la nuova Zelanda nel 1893. Una conquista recente e difficile come difficile è stata la sua implementazione, basti pensare alla presenza delle donne nelle istituzioni, a tutt’oggi dal Quirinale in giù, passando per il Parlamento, i Ministeri, regioni e comuni i ruoli elettivi e di nomina in rosa sono inferiori al 20 %. Come ogni anno la materia da discutere e mettere a fuoco per le lotte future non ci manca. Buon 8 Marzo a tutte e a tutti.