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Comunicati

20/04/2017 11:34
di Marcelo Letona

Il saluto del Comitato di Livorno a Nicola Solimano

Ieri notte ci ha lasciati Nicola Solimano, fratello del presidente Marco Solimano e soprattutto un grande amico. Abbiamo condiviso con lui momenti di lavoro, di progettazione, di approfondimento ma soprattutto momenti di vita della quale condividevamo profondamente i valori e gli ideali. Chiunque ha avuto la fortuna di incontrarlo ha potuto apprezzarne lo spessore, la profonda cultura, la capacità di comunicare in modo semplice ma nello stesso tempo con enorme fascino. Una figura di riferimento sempre aperta e disponibile ad mettere a disposizione i propri saperi e la profonda capacità di analisi soprattutto in campo politico e sociale. Un sorriso ammaliante, il sorriso di chi la sa lunga ma che si è sempre e comunque sentito uno di noi. Anche tu eri uno dei quei “lampadieri” che camminando innanzi ci facevano procedere più sicuri….Ci mancherai Nicola…..già ci manchi…

Il Comitato Arci di Livorno

 

Il ricordo di Cinzia Simoni

…. oggi , nel giorno in cui i tuoi affetti più cari ti daranno il loro ultimo saluto, mi piace ricordarti così ….. 

É stato un onore , oltrechè un piacere immenso averti conosciuto ed aver condiviso con te piccoli

momenti di vita . Sei stato una persona unica, la tua vita è stata grande e chi ti ha conosciuto non

può che esserne rimasto affascinato!

Mi piace ricordare il periodo in cui hai deciso di sperimentarti persino con la cucina : è stato un

successo anche quello ; era un piacere , divenuto poi quasi un appuntamento immancabile , venire

tra le colline pisane per gustare le tue proposte culinarie, ma soprattutto , quando i ”semplici” clienti

andavano via, rimanere lì con te fino a tarda sera a parlare , a chiederti per analizzare , per capire :

era semplicemente affascinante . TU sei stato una persona affascinante : con quella capacità, quella

conoscenza, quella affabilità , quella lucida ed eccellente loquacità che non poteva fare altro che

rapirti e che rimaneva con te nei giorni a seguire per continuare a riflettere ….

La tua gentilezza era sincera, il tuo affetto era sincero così come quello che ho avuto per te : prima

un pò intimorita dalla tua figura e poi semplicemente conquistata dalla tua persona .

Sei stato unico anche quando la vita ti ha voluto mettere alla prova : hai continuato ad essere TU

fino alla fine, hai voluto ESSERCI fino in fondo : ed ancora una volta mi hai conquistato …. ancora

una grande stima, un sincero e profondo affetto, una profonda ed infinita tristezza …. ciao Nico !

Cinzia .

 

 

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arcilivornoTV

Di Ornella Pucci coordinatrice nazionale Arci Politiche di genere

Quest’anno l’8 marzo coincide con i 70 anni della conquista in Italia del voto alle donne. Le recenti immagini dei visi gioiosi delle donne iraniane del primo suffragio al quale hanno partecipato credo ci abbiano ricordato come pratiche per noi scontate e diritti che dovrebbero essere universali, non lo sono affatto in gran parte del mondo. Vale la pena quindi approfittare di questo 8 marzo e viverlo come una occasione gioiosa per parlare dei nostri diritti, ricordando anche che 70 anni sono pochi e che in realtà in Italia il tempo in cui le donne non avevano diritto di voto è un tempo recente, anzi recentissimo. In Italia una donna che ha più di 70 anni è nata senza diritto di voto. È opportuno storicizzare per valorizzare il presente ma soprattutto per porre le condizioni di migliorare il futuro. Il 2 Febbraio 1945 in Italia entrò in vigore il suffragio universale esteso anche alle donne,un anno dopo, il 10 marzo 1946 votarono per la prima volta. A partire dal 1943 le donne assunsero un ruolo importante nella Resistenza italiana e quindi col procedere della liberazione entrava nel dibattito politico la questione del riconoscimento di pari diritti alla donna. Se ne fecero promotori Alcide De Gasperi (DC) e Palmiro Togliatti (PCI), nacque l’UDI (Unione donne Italiane) orientata a sinistra e il CIF (Centro Italiano Femminile) di posizioni cattoliche, entrambe queste associazioni promossero un opuscolo dal titolo Le donne Italiane hanno diritto di voto, scritto da Laura Lombardo Radice. Finalmente il 31 gennaio 1945 con il paese diviso e il nord ancora occupato dai tedeschi, il consiglio dei ministri presieduto da Bonomi emanò il decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne italiane, che entrò in vigore il 2/2/1945, mancava però il diritto di essere candidate e quindi l’equiparazione agli uomini. Le donne italiane dovettero aspettare un altro anno perché questo diritto venisse loro riconosciuto. Finalmente lo ottennero con un altro decreto del 10 Marzo 1946 che coincise con le elezioni amministrative, prima chiamata al voto del popolo femminile, nella quale un discreto numero di donne fu eletto nei consigli comunali. Successivamente parteciparono al voto dell’assemblea costituente (2 Giugno 1946) nella quale sedettero le prime parlamentari 9 DC, 9 PCI, 2 PSIUP e una dell’Uomo qualunque. Quindi il suffragio femminile è in Italia una conquista recente se si considera che i primi movimenti nacquero in Francia nel 1700. In Inghilterra dove nacque il movimento delle suffragette si arriva al suffragio femminile nel 1928, ma la prima nel mondo fu la nuova Zelanda nel 1893. Una conquista recente e difficile come difficile è stata la sua implementazione, basti pensare alla presenza delle donne nelle istituzioni, a tutt’oggi dal Quirinale in giù, passando per il Parlamento, i Ministeri, regioni e comuni i ruoli elettivi e di nomina in rosa sono inferiori al 20 %. Come ogni anno la materia da discutere e mettere a fuoco per le lotte future non ci manca. Buon 8 Marzo a tutte e a tutti.