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Politica locale

30/04/2018 11:28
di Paoli

Giovanisì in tour: il progetto raccontato dai giovani toscani arriva il 10 maggio a Livorno

Giovanisì, il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani, continua il tour informativo in cui i protagonisti sono alcuni degli oltre 256.000 beneficiari del progetto regionale.

Dopo la prima tappa del 2018 a Firenze,  “Giovanisì in tour: il progetto raccontato dai giovani toscani” vi aspetta giovedì 10 maggio a Livorno .

Durante l’incontro, organizzato in collaborazione con il Comune di Livorno e con l’Associazione Progetto stradasaranno direttamente i giovani beneficiari attraverso le loro storie, a raccontare Giovanisì: da chi ha aperto un’ impresa a chi ha svolto il Servizio Civile, da chi ha fatto un tirocinio o chi ha colto una delle tante opportunità per formarsi.

Ascolteremo Maria, che racconterà come il periodo di servizio civile regionale che ha da poco concluso le è stato utile per trovare la propria strada ed entrare in contatto con future opportunità lavorative nell’ambito dei servizi per l’infanzia.
Interverranno anche Rosa e Diletta, giovani laureate in servizi sociali che, dopo aver svolto un tirocinio formativo non curriculare, sono state assunte per un lavoro strettamente correlato ai propri studi, presso il centro di ascolto di un’associazione del territorio.
Alice e Leonardo, invece, per avvicinarsi al lavoro che vorrebbero fare, hanno scelto di intraprendere un percorso di formazione tecnica e professionale, frequentando due corsi IFTS finanziati dalla Regione Toscana nell’ambito di Giovanisì, rispettivamente nel settore della promozione territoriale e nel settore della logistica.
Inoltre ci sarà chi, come Dario, ha deciso di crearselo il lavoro, avviando un’attività in proprio. Infatti, attingendo alle agevolazioni di Giovanisì- Regione Toscana per favorire l’imprenditoria giovanile, ha aperto un risto-pub insieme ad altri due giovani soci.
Anche Luciano ha aperto un’attività nel campo della ristorazione, ma ci è arrivato seguendo una strada diversa: ha acquisito la sicurezza e le competenze necessarie a compiere questo passo, grazie al coinvolgimento in un progetto rivolto ai Neet, promosso da un’Associazione del Terzo Settore e finanziato nell’ambito di un bando sperimentale dell’area Giovanisì+.

Insieme ai giovani, lo staff Giovanisì, illustrerà le misure e i bandi inseriti nel progetto regionale. Modera l’evento Simona Bellocci, giornalista di intoscana.it

QUANDO E DOVE

Giovedì 10 maggio, ore 17.30 – 19
c/o Cisternino di città – L.go Del Cisternino 13 – Livorno
E’ consigliata l’iscrizione mandando una mail a iscriviti@giovanisi.it

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Di Ornella Pucci coordinatrice nazionale Arci Politiche di genere

Quest’anno l’8 marzo coincide con i 70 anni della conquista in Italia del voto alle donne. Le recenti immagini dei visi gioiosi delle donne iraniane del primo suffragio al quale hanno partecipato credo ci abbiano ricordato come pratiche per noi scontate e diritti che dovrebbero essere universali, non lo sono affatto in gran parte del mondo. Vale la pena quindi approfittare di questo 8 marzo e viverlo come una occasione gioiosa per parlare dei nostri diritti, ricordando anche che 70 anni sono pochi e che in realtà in Italia il tempo in cui le donne non avevano diritto di voto è un tempo recente, anzi recentissimo. In Italia una donna che ha più di 70 anni è nata senza diritto di voto. È opportuno storicizzare per valorizzare il presente ma soprattutto per porre le condizioni di migliorare il futuro. Il 2 Febbraio 1945 in Italia entrò in vigore il suffragio universale esteso anche alle donne,un anno dopo, il 10 marzo 1946 votarono per la prima volta. A partire dal 1943 le donne assunsero un ruolo importante nella Resistenza italiana e quindi col procedere della liberazione entrava nel dibattito politico la questione del riconoscimento di pari diritti alla donna. Se ne fecero promotori Alcide De Gasperi (DC) e Palmiro Togliatti (PCI), nacque l’UDI (Unione donne Italiane) orientata a sinistra e il CIF (Centro Italiano Femminile) di posizioni cattoliche, entrambe queste associazioni promossero un opuscolo dal titolo Le donne Italiane hanno diritto di voto, scritto da Laura Lombardo Radice. Finalmente il 31 gennaio 1945 con il paese diviso e il nord ancora occupato dai tedeschi, il consiglio dei ministri presieduto da Bonomi emanò il decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne italiane, che entrò in vigore il 2/2/1945, mancava però il diritto di essere candidate e quindi l’equiparazione agli uomini. Le donne italiane dovettero aspettare un altro anno perché questo diritto venisse loro riconosciuto. Finalmente lo ottennero con un altro decreto del 10 Marzo 1946 che coincise con le elezioni amministrative, prima chiamata al voto del popolo femminile, nella quale un discreto numero di donne fu eletto nei consigli comunali. Successivamente parteciparono al voto dell’assemblea costituente (2 Giugno 1946) nella quale sedettero le prime parlamentari 9 DC, 9 PCI, 2 PSIUP e una dell’Uomo qualunque. Quindi il suffragio femminile è in Italia una conquista recente se si considera che i primi movimenti nacquero in Francia nel 1700. In Inghilterra dove nacque il movimento delle suffragette si arriva al suffragio femminile nel 1928, ma la prima nel mondo fu la nuova Zelanda nel 1893. Una conquista recente e difficile come difficile è stata la sua implementazione, basti pensare alla presenza delle donne nelle istituzioni, a tutt’oggi dal Quirinale in giù, passando per il Parlamento, i Ministeri, regioni e comuni i ruoli elettivi e di nomina in rosa sono inferiori al 20 %. Come ogni anno la materia da discutere e mettere a fuoco per le lotte future non ci manca. Buon 8 Marzo a tutte e a tutti.