8x1000 alla Chiesa Valdese
"Giornalismo in carcere"
progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese
Tesseramento
Provinia di LivornoComune di LivornoComune di CollesalvettiForum DrogheMovimento dei Consumatori

Organismi Dirigenti

Presidente
Marco Solimano

Segreteria:

Cinzia Simoni
– Vicepresidente, Resp. Politiche sociali e abitative. Presidente Arci Solidarietà

Michela Capecchi
– Amministrazione e Organizzazione

Nedo Bani
– Turismo

Paola Licheri
– Tesseramento e Amministrazione

Alfio Baldi
– Circoli

Progettazione:

Francesca Ricci
– Politiche giovanili, legalità e organizzazione

Federico Paoli
– Comunicazione e Gestione siti web e organizzazione.

 

Consiglio Territoriale

  1. Altamura AnnaCircolo Norfini
  2. Altini Fabio, Circolo Carli Salviano
  3. Alfio Baldio, Segreteria
  4. Bani Nedo, Dipartimento Turismo
  5. Bellini Annamaria, Dipartimento basi associative
  6. Gioli Riccardo
  7. Capecchi Michela, Segreteria
  8. Chiara Ladurini, Arci Solidarietà
  9. Cinapri Franco, Circolo La Cigna
  10. Cioni Valeria, Ass. IL VILLAGGIO
  11. Cristiani Pietro, Circolo Piazzi
  12. De Mayo Roberto, Circolo Di Sorco
  13. Colombaioni Debora, Arci Solidarietà
  14. Di Ciuccio Cesare, Circolo Di Sorco
  15. Federici Giampietro, Arci Camper
  16. Garzelli Barbara, Movimento Consumatori
  17. Garzelli Mauro, Il Progresso
  18. Angiolini Giulia, Arci Solidarietà
  19. Licheri Paola, Segreteria
  20. Pecchia Luca, Arci Solidarietà
  21. Mainardi Franco, Circolo Collinaia
  22. Manetti Furio, Circolo Loti Pandoiano
  23. Mangoni Massimiliano, Premio Ciampi
  24. Marcacci Claudio, Circolo Macchiavello Macchi
  25. Mattacchione Dick, Dietro il Sipario
  26. Mbaye Diop, Comunità senegalese
  27. Paoli Federico, Arci Solidarietà
  28. Paoli Paolo, Primo Maggio Mortaiolo
  29. Scotto Alessandro, S.V.S.
  30. Simoni Cinzia, Presidente ARCI Solidarietà, Segreteria
  31. Solimano Ilaria, Arci Solidarietà
  32. Solimano Marco, Presidente ARCI Livorno
  33. Susanna Motroni
  34. Tagliagambe Paolo, La dogana d’acqua
  35. Tarrini Fabrizio, Circolo Fratelli Gigli
  36. Verme Stefano, ARCI Solidarietà

ultime news

arcilivornoTV

Di Ornella Pucci coordinatrice nazionale Arci Politiche di genere

Quest’anno l’8 marzo coincide con i 70 anni della conquista in Italia del voto alle donne. Le recenti immagini dei visi gioiosi delle donne iraniane del primo suffragio al quale hanno partecipato credo ci abbiano ricordato come pratiche per noi scontate e diritti che dovrebbero essere universali, non lo sono affatto in gran parte del mondo. Vale la pena quindi approfittare di questo 8 marzo e viverlo come una occasione gioiosa per parlare dei nostri diritti, ricordando anche che 70 anni sono pochi e che in realtà in Italia il tempo in cui le donne non avevano diritto di voto è un tempo recente, anzi recentissimo. In Italia una donna che ha più di 70 anni è nata senza diritto di voto. È opportuno storicizzare per valorizzare il presente ma soprattutto per porre le condizioni di migliorare il futuro. Il 2 Febbraio 1945 in Italia entrò in vigore il suffragio universale esteso anche alle donne,un anno dopo, il 10 marzo 1946 votarono per la prima volta. A partire dal 1943 le donne assunsero un ruolo importante nella Resistenza italiana e quindi col procedere della liberazione entrava nel dibattito politico la questione del riconoscimento di pari diritti alla donna. Se ne fecero promotori Alcide De Gasperi (DC) e Palmiro Togliatti (PCI), nacque l’UDI (Unione donne Italiane) orientata a sinistra e il CIF (Centro Italiano Femminile) di posizioni cattoliche, entrambe queste associazioni promossero un opuscolo dal titolo Le donne Italiane hanno diritto di voto, scritto da Laura Lombardo Radice. Finalmente il 31 gennaio 1945 con il paese diviso e il nord ancora occupato dai tedeschi, il consiglio dei ministri presieduto da Bonomi emanò il decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne italiane, che entrò in vigore il 2/2/1945, mancava però il diritto di essere candidate e quindi l’equiparazione agli uomini. Le donne italiane dovettero aspettare un altro anno perché questo diritto venisse loro riconosciuto. Finalmente lo ottennero con un altro decreto del 10 Marzo 1946 che coincise con le elezioni amministrative, prima chiamata al voto del popolo femminile, nella quale un discreto numero di donne fu eletto nei consigli comunali. Successivamente parteciparono al voto dell’assemblea costituente (2 Giugno 1946) nella quale sedettero le prime parlamentari 9 DC, 9 PCI, 2 PSIUP e una dell’Uomo qualunque. Quindi il suffragio femminile è in Italia una conquista recente se si considera che i primi movimenti nacquero in Francia nel 1700. In Inghilterra dove nacque il movimento delle suffragette si arriva al suffragio femminile nel 1928, ma la prima nel mondo fu la nuova Zelanda nel 1893. Una conquista recente e difficile come difficile è stata la sua implementazione, basti pensare alla presenza delle donne nelle istituzioni, a tutt’oggi dal Quirinale in giù, passando per il Parlamento, i Ministeri, regioni e comuni i ruoli elettivi e di nomina in rosa sono inferiori al 20 %. Come ogni anno la materia da discutere e mettere a fuoco per le lotte future non ci manca. Buon 8 Marzo a tutte e a tutti.