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Dalla parte dei curdi

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progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese
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Centro La Chiocciola

Il Centro Giovanile “La Chiocciola” rappresenta oramai un punto di riferimento fondamentale per i cittadini della zona di Collesalvetti che hanno interesse ad abitare un luogo in cui si coniuga un modo costruttivo e solidale di passare il tempo libero con il piacere di stare insieme.

Una delle finalità fondamentali del Centro è quella del potenziamento della relazione di questo spazio di aggregazione giovanile con il territorio, attraverso l’incremento e la diversificazione delle attività promosse dal centro stesso. Si punta dunque ad ampliare la quantità e la qualità dell’offerta di uno spazio che intende rafforzare il suo ruolo sviluppando una continuità tra l’aspetto ludico ed aggregativo del Centro e la sua vocazione ad essere veicolo associativo e propositivo sul piano sociale e culturale.

Tra le attività proposte ricordiamo:

  • – attività di prevenzione sull’utilizzo delle sostanze stupefacenti e politiche di riduzione del danno
  • – attività sulle tematiche legate ai flussi migratori
  • – attività di promozione culturale e educazione informale quali Laboratorio sull’utilizzo del mezzo audiovisivo, Cineforum, Circoli di studio sull’utilizzo del software “libero”, servizio biblioteca, fondata sulla donazione di volumi da parte dei frequentatori del centro e di semplici cittadini
  • – partecipazione ad eventi e iniziative pubbliche

Il Centro “La chiocciola” propone inoltre iniziative ed eventi finalizzati a promuovere e far conoscere sul territorio locale esperienze istituzionali, sociali, politiche e associative di particolare rilievo e significato, nell’ottica di una messa in relazione del territorio stesso con un circuito di riflessione ed elaborazione culturale di ampio respiro. In particolare ci si propone di dar seguito alla realizzazione di incontri pubblici e di concerti finalizzati ad offrire uno spazio di espressione per le band giovanili e la cultura musicale del territorio.

Piazza Macchi, 7 [sotto scuola di musica C. Schumann] Vicarello (Livorno)

Orari di apertura: dal Lunedì al Venerdì, dalle ore 16,30 alle 19,30

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Di Ornella Pucci coordinatrice nazionale Arci Politiche di genere

Quest’anno l’8 marzo coincide con i 70 anni della conquista in Italia del voto alle donne. Le recenti immagini dei visi gioiosi delle donne iraniane del primo suffragio al quale hanno partecipato credo ci abbiano ricordato come pratiche per noi scontate e diritti che dovrebbero essere universali, non lo sono affatto in gran parte del mondo. Vale la pena quindi approfittare di questo 8 marzo e viverlo come una occasione gioiosa per parlare dei nostri diritti, ricordando anche che 70 anni sono pochi e che in realtà in Italia il tempo in cui le donne non avevano diritto di voto è un tempo recente, anzi recentissimo. In Italia una donna che ha più di 70 anni è nata senza diritto di voto. È opportuno storicizzare per valorizzare il presente ma soprattutto per porre le condizioni di migliorare il futuro. Il 2 Febbraio 1945 in Italia entrò in vigore il suffragio universale esteso anche alle donne,un anno dopo, il 10 marzo 1946 votarono per la prima volta. A partire dal 1943 le donne assunsero un ruolo importante nella Resistenza italiana e quindi col procedere della liberazione entrava nel dibattito politico la questione del riconoscimento di pari diritti alla donna. Se ne fecero promotori Alcide De Gasperi (DC) e Palmiro Togliatti (PCI), nacque l’UDI (Unione donne Italiane) orientata a sinistra e il CIF (Centro Italiano Femminile) di posizioni cattoliche, entrambe queste associazioni promossero un opuscolo dal titolo Le donne Italiane hanno diritto di voto, scritto da Laura Lombardo Radice. Finalmente il 31 gennaio 1945 con il paese diviso e il nord ancora occupato dai tedeschi, il consiglio dei ministri presieduto da Bonomi emanò il decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne italiane, che entrò in vigore il 2/2/1945, mancava però il diritto di essere candidate e quindi l’equiparazione agli uomini. Le donne italiane dovettero aspettare un altro anno perché questo diritto venisse loro riconosciuto. Finalmente lo ottennero con un altro decreto del 10 Marzo 1946 che coincise con le elezioni amministrative, prima chiamata al voto del popolo femminile, nella quale un discreto numero di donne fu eletto nei consigli comunali. Successivamente parteciparono al voto dell’assemblea costituente (2 Giugno 1946) nella quale sedettero le prime parlamentari 9 DC, 9 PCI, 2 PSIUP e una dell’Uomo qualunque. Quindi il suffragio femminile è in Italia una conquista recente se si considera che i primi movimenti nacquero in Francia nel 1700. In Inghilterra dove nacque il movimento delle suffragette si arriva al suffragio femminile nel 1928, ma la prima nel mondo fu la nuova Zelanda nel 1893. Una conquista recente e difficile come difficile è stata la sua implementazione, basti pensare alla presenza delle donne nelle istituzioni, a tutt’oggi dal Quirinale in giù, passando per il Parlamento, i Ministeri, regioni e comuni i ruoli elettivi e di nomina in rosa sono inferiori al 20 %. Come ogni anno la materia da discutere e mettere a fuoco per le lotte future non ci manca. Buon 8 Marzo a tutte e a tutti.

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