article Politica nazionale Progetti

Dalla parte dei curdi

8x1000 alla Chiesa Valdese
"Giornalismo in carcere"
progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese
Tesseramento
Provinia di LivornoComune di LivornoComune di CollesalvettiForum DrogheMovimento dei Consumatori

Rete REVES

European Network of Cities and Regions for the Social Economy

Reves è l’unica rete europea che riunisce Autorità locali ed Attori dell’economia Sociale con l’obiettivo di elaborare politiche comuni per uno sviluppo locale socialmente sostenibile e per la lotta per l’inclusione sociale.

Fu ufficialmente fondata nel settembre1997 come una associazione non profit internazionale, da un gruppo di Comuni Europei quali Ostersund (Svezia) e Reggio Calabria, in collaborazione con il CECOP (Confederazione Europea di Lavoratori delle Cooperative, Cooperative Sociali e Imprese partecipate).

Attualmente la Rete REVES include autorità locali ed organizzazioni dell’economia sociale provenienti da 15 stati diversi (13 Stati membri dell’Unione Europea più Marocco e Russia) per un totale di n. 80 membri.

I principali obiettivi della cooperazione locale ed internazionale sono esplicitati nella Carta di Reves. Essa include elementi quali partenariato, partecipazione, coesione sociale e nuova occupazione qualitativa.

L’Arci di Livorno, insieme al comune di Livorno ha scelto di essere membro di questa rete europea come occasione di confronto e scambio di buone prassi tra attori del terzo settore che operano in contesti geograficamente e politicamente diversi ma che condividono il principio dell’Economia Sociale come cardine di uno sviluppo sostenibile che non perda mai di vista la coesione e l’inclusione sociale.

 

Per informazioni:

Marco Solimano

Tel: 0586.892984

E-mail: solimano@arcilivorno.it

ultime news

arcilivornoTV

Di Ornella Pucci coordinatrice nazionale Arci Politiche di genere

Quest’anno l’8 marzo coincide con i 70 anni della conquista in Italia del voto alle donne. Le recenti immagini dei visi gioiosi delle donne iraniane del primo suffragio al quale hanno partecipato credo ci abbiano ricordato come pratiche per noi scontate e diritti che dovrebbero essere universali, non lo sono affatto in gran parte del mondo. Vale la pena quindi approfittare di questo 8 marzo e viverlo come una occasione gioiosa per parlare dei nostri diritti, ricordando anche che 70 anni sono pochi e che in realtà in Italia il tempo in cui le donne non avevano diritto di voto è un tempo recente, anzi recentissimo. In Italia una donna che ha più di 70 anni è nata senza diritto di voto. È opportuno storicizzare per valorizzare il presente ma soprattutto per porre le condizioni di migliorare il futuro. Il 2 Febbraio 1945 in Italia entrò in vigore il suffragio universale esteso anche alle donne,un anno dopo, il 10 marzo 1946 votarono per la prima volta. A partire dal 1943 le donne assunsero un ruolo importante nella Resistenza italiana e quindi col procedere della liberazione entrava nel dibattito politico la questione del riconoscimento di pari diritti alla donna. Se ne fecero promotori Alcide De Gasperi (DC) e Palmiro Togliatti (PCI), nacque l’UDI (Unione donne Italiane) orientata a sinistra e il CIF (Centro Italiano Femminile) di posizioni cattoliche, entrambe queste associazioni promossero un opuscolo dal titolo Le donne Italiane hanno diritto di voto, scritto da Laura Lombardo Radice. Finalmente il 31 gennaio 1945 con il paese diviso e il nord ancora occupato dai tedeschi, il consiglio dei ministri presieduto da Bonomi emanò il decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne italiane, che entrò in vigore il 2/2/1945, mancava però il diritto di essere candidate e quindi l’equiparazione agli uomini. Le donne italiane dovettero aspettare un altro anno perché questo diritto venisse loro riconosciuto. Finalmente lo ottennero con un altro decreto del 10 Marzo 1946 che coincise con le elezioni amministrative, prima chiamata al voto del popolo femminile, nella quale un discreto numero di donne fu eletto nei consigli comunali. Successivamente parteciparono al voto dell’assemblea costituente (2 Giugno 1946) nella quale sedettero le prime parlamentari 9 DC, 9 PCI, 2 PSIUP e una dell’Uomo qualunque. Quindi il suffragio femminile è in Italia una conquista recente se si considera che i primi movimenti nacquero in Francia nel 1700. In Inghilterra dove nacque il movimento delle suffragette si arriva al suffragio femminile nel 1928, ma la prima nel mondo fu la nuova Zelanda nel 1893. Una conquista recente e difficile come difficile è stata la sua implementazione, basti pensare alla presenza delle donne nelle istituzioni, a tutt’oggi dal Quirinale in giù, passando per il Parlamento, i Ministeri, regioni e comuni i ruoli elettivi e di nomina in rosa sono inferiori al 20 %. Come ogni anno la materia da discutere e mettere a fuoco per le lotte future non ci manca. Buon 8 Marzo a tutte e a tutti.

Radio Cage

Facebook